Tennis, Sinner: non sono un robot. Il problema non era il caldo, ero io
di Redazione
Il campione azzurro analizza il suo flop di ieri a Parigi: «Dovremo fare degli accertamenti, parlare di quello che è successo insieme con il team. Poi avrò bisogno di riposo»
«Mi sono sentito disorientato, improvvisamente con poca energia. Non ricordo l'ultima volta che mi ero sentito così debole». Lo ha detto il campione azzurro di tennis Jannik Sinner. «Ho provato ad andare avanti - aggiunge -, il quarto set l'ho lasciato, nel quinto mi sentivo meglio, ma l'energia restava bassa. Non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è stata in discesa per il mio avversario, a cui comunque devo fare i complimenti. Peccato, perché i primi due set e anche il terzo li stavo giocando molto bene, ma questo è lo sport». Quando ha capito che la giornata non era quella giusta? «Al risveglio. Non ho dormito bene, qualcosa non andava» prosegue il campione azzurro. «Negli Slam - afferma ancora - un paio di giornate storte capitano. Di solito riesco a cavarmela, stavolta non sono riuscito a tirarmi fuori. Del resto non sono un robot, nessuno vince sempre. È andata così, ma in tabellone restano ancora tanti italiani e speriamo che facciano bene». «Faceva caldo - prosegue Sinner -, sì, ma non c'erano condizioni estreme. Il problema non era il caldo, ero io. Non saprei individuare un fenomeno scatenante. Dopo aver fatto la doccia in mattinata mi sono sentito meglio, poi in campo mi è arrivata come una botta. Non ho trovato la via d'uscita». Cosa farà nei prossimi giorni? «Ovviamente dovremo fare degli accertamenti, parlare di quello che è successo insieme con il team. Poi avrò bisogno di riposo, di staccare un po'» conclude il campione azzurro di tennis.
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