La casa sull'albero
martedì 7 dicembre 2021
Mille miliardi. Solo a scriverlo fa impressione. Se fossero dollari, parleremmo della persona più ricca del mondo. Ma sono alberi, quelli che i grandi della Terra si sono impegnati a piantare entro il 2030. È il modo più efficace che conosciamo per ripulire l'aria, abbassando il livello dell'anidride carbonica da cui dipende direttamente l'aumento della temperatura del pianeta. Un'arma, non violenta per definizione, che insieme è memoria ed eredità di futuro. Non a caso sempre più spesso il dolore innocente che vuole seminare vita nuova, punta sul verde. Aumentano i parchi dedicati alle vittime degli incidenti e alcuni ospedali hanno giardini interni con piante a ricordare chi ha perso la vita a causa del Covid. Sarà assurdo, ma mi capita di pensare a quale albero vorrei essere accostato. E visto che non sono un esperto, punto sugli effetti semplici, sulle qualità banali. Vorrei una bella fronda per regalare ombra e fresco a chi è stanco o scappa da un'ingiustizia. Ma, ancora di più, mi piacerebbe avere spazio sufficiente per consentire ai bambini di giocare, e trovare rifugio quando sono tristi, piangono o si sbucciano le ginocchia. Perché se nessuno sale su per costruire una casa o vedere il mondo dall'alto, un albero a cosa serve?
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