Le sfide della scuola oggi Ma รจ difficile insegnare se non si impara a vivere

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September 13, 2018
Purtroppo si tende a parlare di scuola, di formazione, educazione e destino culturale di bambini e adolescenti solo quando ha inizio l'anno scolastico. L'ultimo numero dell'โ€œEspressoโ€ dedica copertina e apertura (due articoli, di Francesca Sironi e Laura Cardella) alla โ€œFuga dalla scuolaโ€, segnalando che dal 1995 tre milioni e mezzo circa di studenti se ne sono andati prima del diciottesimo anno di etร  e del diploma. La dispersione scolastica รจ arrivata in media al 25 per cento degli iscritti, anche se รจ in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Il maggior numero di abbandoni si segnalano in Sardegna, Campania e Sicilia, il minor numero in Umbria, Friuli e Marche. Al di lร  dei dati, il problema scuola viene sintetizzato con queste parole: ยซServe un nuovo patto che coinvolga i genitori, i ragazzi, i docenti. Bisogna ripartire dalle fondamentaยป. Quali sono le fondamenta? A quanto pare sono gli esseri umani: la loro vita, il loro modo di essere e di pensare, le relazioni famigliari e sociali su cui si regge la scuola, genitori e figli, studenti e insegnanti, ma anche genitori e insegnanti. E tutti insieme di fronte a forma e contenuto della socialitร  di oggi. I primi a dover essere svegliati e coinvolti sono i riformatori (che fanno riforme soprattutto inutili) e gli insegnanti (quando non sanno vedere e ascoltare gli studenti). Anche l'ultimo numero della rivista โ€œGli asiniโ€ (54-55, agosto-settembre) dedica circa la metร  delle sue pagine a pedagogia e scuola. Nel primo articolo Stefano Laffi pone una questione che sembra davvero centrale, quella dell'attuale rapporto fra adulti e giovani, reso piรน difficile dalla velocitร  con cui la โ€œrivoluzione informaticaโ€ ha cambiato, allargandolo, il divario fra generazioni. Se l'autoritร  istituzionale degli insegnanti รจ molto meno garantita e stabile di una volta, chi insegna dovrร  guadagnarsi una autorevolezza โ€œsul campoโ€, nel rapporto scolastico (e umano) quotidiano e diretto. Cosa non facile. Bisogna allora chiedersi non solo come insegnare questa o quella materia scolastica, ma che cos'รจ un insegnante, un educatore, un pedagogo. La presenza reale di un essere umano capace di rendere vivi i processi di apprendimento serve anche a suggerire, se non a trasmettere, un'idea della vita e di come affrontarla. L'insegnante diventa educatore se fa capire che lui stesso ha vissuto e vive di problemi antichi e nuovi e non ha finito di imparare come venirne a capo. A questo punto arriva l'intoppo. Insegnanti e studenti che vogliano โ€œfare sul serioโ€ incontrano spesso un ostacolo: le direttive ministeriali, le ansie sociali dei genitori e quelle burocratiche dei presidi.

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