Katherine Mansfield (1888-1923) รจ una grande scrittrice, forse la piรน pura e ispirata scrittrice di racconti del secolo scorso. Che cosa racconti, quasi non importa. Al contrario, per esempio, di Isaac B. Singer e di Karen Blixen (altri geni del racconto), in Mansfield la scrittura, il modo in cui qualunque cosa viene detta, sono la vera sostanza del narrare. Per questo anche leggere i suoi diari e le sue lettere รจ come leggere racconti o frammenti, lampi di racconto. Ora una scelta delle sue Lettere viene pubblicata dalle edizioni elliot, a cura di Milli Dandolo (pagine 250, euro 22,00), in una collana intitolata โAntidotiโ. Non ho potuto fare a meno di notare questo titolo di collana, perchรฉ leggendo lettera dopo lettera ho sempre avuto la sensazione che le stavo leggendo come un โantidotoโ a qualcosa. La bellezza (non so che altro termine usare) della prosa, la sua intensitร e naturalezza hanno qualcosa di miracoloso e di unico. Vera prosa che รจ anche poesia. Vengono in mente (lo stile รจ diverso) le lettere-poesie di Marina Cvetaeva. Cito a caso: ยซOggi, dopo colazione, ci fu un tremendo temporale improvviso, le gocce di pioggia erano grosse come margherite โ tutto il cielo era violetto. Sono uscita che era appena finito: il cielo era scintillante di alterne luci, il sole pareva una larga chiazza d'argento. Le gocce pendevano dagli alberi come pesciolini d'argento. Ho bevuto la pioggia dalle foglie dei peschi, che ho scosso perchรฉ mi inondassero d'acqua. Ogni foglia viola era piena di pioggia. Ho pensato a te, queste sono le cose che vorrei tu vedessi. Giร mi rendo conto della vastitร del cielo e della luce sull'acqua. Giร ascolto la melodia del grillo, giร guardo le minuscole ranocchie che attraversano il sentiero โ e guardo le lucertoleโฆยป. ร una lettera del 19 settembre del 1920 a suo marito, il critico John Middleton Murry. Ma quelle parole, ยซqueste sono le cose che vorrei tu vedessiยป, sembrano rivolte a ogni lettore. Un invito alla felicitร di vedere, sentire, accedere almeno per un momento alle minime cose e fondersi con ciรฒ che la natura ci offre e non si nota. Questo รจ l'antidoto, un antidoto alla tristezza e alla follia della storia umana.
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