Buone notizie, secondo me, dal numero di āMicroMegaā intitolato āGli intellettuali giudicano la religioneā. La sezione su tale tema richiederebbe un resoconto critico per il quale non basterebbero una ventina di pagine. Vi ĆØ riportato un questionario del 1950 che l'americana āPartisan reviewā propose a scrittori, filosofi, critici e studiosi. āMicroMegaā pubblica le risposte del grande poeta e saggista Auden (credente) e del filosofo analitico Ayer (non credente): due punti di vista opposti sui quali si potrebbe ragionare a lungo. Ma quella che in particolare ho considerato subito la buona, ottima notizia ĆØ un'altra. Ć un saggio di Guido Calogero (1904-1986), studioso di storia della logica e della dialettica dai Presocratici al Novecento, filosofo del dialogo come strumento insuperabile del pensiero, teorico e animatore con Aldo Capitini del movimento liberal-socialista e tra i fondatori del Partito d'Azione. In questo scritto del 1942, Calogero offriva una tempestiva, precoce analisi critica del pensiero e del linguaggio di Martin Heidegger, filosofo vicino al nazismo (mai esplicitamente rinnegato) che ha esercitato un'influenza magnetica su filosofi francesi e italiani di fine Novecento tuttora in attivitĆ . BenchĆ© Heidegger sia stato notoriamente discusso, criticato, demolito giĆ da Adorno, Lƶwith e Anders, i nostri heideggeriani, per evitarsi dei fastidi, non hanno mai voluto prendere in considerazione i loro argomenti. Calogero (filosofo a sua volta oggi ciecamente trascurato) in questo scritto di settant'anni fa notava subito il punto debole della filosofia di Heidegger: la sovrapposizione, l'identificazione impropria e arbitraria fra il problema della conoscenza (gnoseologia) e il problema dell'essere (ontologia). Heidegger usa un linguaggio metafisico lƬ dove dovrebbe usare un linguaggio logico e metodologico. Dire āessereā e dire āenteā, ripetere queste parole come una giaculatoria o un mantra, non significa dire qualcosa della cui realtĆ si possa dare conoscenza e discorso, poichĆ© si tratta di una terminologia arcaica ormai priva di contenuto determinato e determinabile, un āmodo di direā generico e vuoto la cui pensabilitĆ ĆØ nulla. Provate a pensare l'essere e vedrete che equivale a pensare il nulla, cosa altrettanto impensabile. Il linguaggio di Heidegger ĆØ una disonesta parodia verbalistica dell'esperienza mistica. Teologizza la filosofia, evitando il problema della religione.
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