Da Seneca a Petrarca, l'ozio รจ necessario (se si vuole agire bene)

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July 9, 2015
Quando incombe il caldo estivo, la pressione sanguigna si abbassa e le forze diminuiscono, รจ naturale che si pensi all'ozio, come riposo, piacere e anche dovere. Niente di meglio perciรฒ, che dedicarsi un poco al De otio di Seneca, senza dimenticare che Petrarca, tredici secoli dopo, progettรฒ di scrivere un De otio religioso: i suoi modelli di filosofia morale erano Cicerone e Seneca, a cui doveva essere aggiunto sant'Agostino, in mancanza del quale un umanesimo cristiano moderno non sarebbe stato realizzabile. Il De otio di Seneca viene riproposto dalla ยซPiccola biblioteca della felicitร ยป (edizioni La Vita Felice), a cura di Stefano Costa e con testo latino a fronte. In tutto cinquanta paginette di preziosa e tascabile sapienza antica, utile se non altro a capire che per alcuni millenni, nella storia delle culture umane, la vita contemplativa occupรฒ un posto centrale nella riflessione etica. Per gli occidentali moderni, da un paio di secoli, si tratta di agire e agire bene. Per le culture tradizionali non era neppure concepibile l'azione giusta e buona se non era compiuta in uno stato d'animo buono e giusto. L'ozio contemplativo era il solo modo per raggiungere una tale condizione, che non solo รจ necessaria per agire a fin di bene, ma รจ di per sรฉ attiva anche se apparentemente inerte. L'inattiva lotta quotidiana contro i fantasmi e i demoni mentali richiede virtรน eroiche. Gli opposti non si escludono: ยซUna cosa non esiste senza l'altra โ€“ dice Seneca โ€“: nรฉ uno riflette senza attivitร , nรฉ l'altro agisce senza riflessioneยป. I filosofi stoici Zenone, Cleante e Crisippo non hanno guidato eserciti, nรฉ assunto cariche pubbliche, nรฉ proposto leggi: sono vissuti in modo da proporre regole di vita valide ยซnon per un singolo Stato, ma per tutto il genere umanoยป. Hanno ยซfatto molto, sebbene non facessero nulla nell'attivitร  pubblicaยป. Del resto (sono queste le conclusioni di Seneca) il filosofo รจ difficile che trovi uno Stato adatto a lui. Atene condannรฒ Socrate per empietร  e piรน tardi costrinse Aristotele a fuggire perchรฉ accusato di essere stato maestro di Alessandro Magno. ยซSe non si trova quello Stato che noi ci prefiguriamo, la vita ritirata comincia a essere necessaria a tuttiยป. Avendo a che fare con il suo allievo Nerone, Seneca sapeva di che parlava.

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