Parola di Pasolini
Pasolini nelle sue parole: cinquant’anni di interviste restituiscono la voce anticonformista e irriducibile di uno degli intellettuali più scomodi del Novecento
Schiacciato dalla mole di volumi pubblicati nel 2025 per il cinquantennale della morte, il bellissimo Pier Paolo Pasolini. L’uomo e l’intellettuale in 50 interviste, curato da Franco Grattarola per iacobellieditore è passato inosservato: quando si tratta invece di uno dei pochi libri apparsi per l’anniversario assolutamente da conservare. Ci vengono restituiti, in ordine cronologico, e affidati a una felice oralità, i documenti di quasi vent’anni (1957-1975) «di intensa e proficua attività» di uno «dei più poliedrici e importanti intellettuali del Novecento (non solo) italiano».
Il godimento sarà lo stesso per il lettore comune e per lo specialista, che potranno confrontarsi ancora una volta con uomo spiazzante per il suo anticonformismo, disingaggiato, irriducibile e unico nel panorama italiano, se si esclude l’altrettanto inclassificabile Leonardo Sciascia, suo caro amico.
Pasolini può non convincerci, ma è impossibile non concedergli di avere praticato il dovere della verità sino al martirio. I nomi di certi intervistatori, tra molti restati ignoti, sono importanti: bastino quelli di Corrado Stajano, Giorgio Bocca e Manlio Cancogni. Ma è imperdibile per i nostri lettori l’intervista di Maria Antonietta Macciocchi: Ho assistito al dialogo tra Pasolini e Sartre su Vangelo Cristo e Marxismo.
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