Prato, nuovi scontri tra Sudd Cobas e forze dell'ordine al presidio dell'azienda Acca
di Redazione
I manifestanti hanno provato a entrare nel polo della logistica e si sono registrati tafferugli con le forze dell'ordine. Sgomberato il presidio. È solo l'ultima di una serie di tensioni nate dalla decisione della ditta cinese che gestisce i magazzini di chiudere a fine giugno
Ci sono stati degli scontri questa mattina davanti ai magazzini Acca di Seano, in provincia di Prato, dove è stato sgomberato il presidio di operai organizzato da Sudd Cobas per protestare contro la chiusura del polo di logistica.
Attorno alle 10.15 i manifestanti dei Sudd Cobs che sono rimasti sul posto hanno tentato di entrare nuovamente nel polo della logistica, sono stati trattenuti dai poliziotti e sono nati degli scontri e dei tafferugli. Da quanto appreso lo sgombero del presidio sarebbe avvenuto nell'ambito di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla procura di Prato, che indagherebbe su alcuni cittadini italiani del Sudd Cobas denunciati da una ventina di imprenditori cinesi per violenza privata.
Lo scorso 20 giugno la società di logistica cinese aveva annunciato la chiusura entro la fine dello stesso mese, incontrando proprio l'opposizione del Sudd Cobas, che aveva proclamato lo sciopero immediato e il picchetto davanti alla sede. Il sindacato denunciava come non ci fosse una crisi aziendale, bensì la volontà di «spostare e smistare» il lavoro «in altri magazzini dove gli operai sono ancora sfruttati e senza diritti».
Da allora è stato un crescendo di tensioni: il 23 giugno l'investimento di un operaio che stava partecipando alla protesta per impedire di caricare la merce destinata ai pronto moda. La sera stessa, circa 250 imprenditori orientali hanno tentato di forzare il picchetto degli operai. Negli scontri sono stati feriti 5 poliziotti, mentre 3 imprenditori sono stati arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Nel frattempo dagli industriali era arrivato un appello a istituzioni, magistratura e forze dell'ordine affinché venissero recuperate le merci ferme nei magazzini, del valore di circa 200mila euro.
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