Cittadinanza, lunedì in Aula la stretta (con la revoca «anti maranza»). Le opposizioni: incostituzionale

Alla Camera la proposta dì legge a prima firma del leghista Igor Iezzi, appena licenziata in Commissione, approderà nell'emiciclo per la prima lettura. Si compone di un solo articolo e prevede anche la non concessione della nazionalità ai giovani che hanno commesso reati punibili con più di tre anni
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October 14, 2026
Cittadinanza, lunedì in Aula la stretta (con la revoca «anti maranza»). Le opposizioni: incostituzionale
Un gruppo di giovani di origine straniera a Milano / Fotogramma
La Lega, che la sospinge, l’ha già ribattezzata «norma anti maranza». Le opposizioni, che la avversano, la definiscono «abominevole, ai limiti dell’incostituzionalità». Di certo da lunedì, quando approderà in Aula, la proposta di legge sulla cittadinanza appena licenziata dalla Commissione Affari costituzionali - che ha votato il mandato alla relatrice, la deputata del Carroccio Simona Bordonali, a riferire nell’emiciclo - vedrà la contrapposizione dei due fronti politici, col centrodestra intenzionato a modificarla ulteriormente in Aula e a farla passare in prima lettura già «entro la settimana» e, per contro, il centrosinistra invece determinato a ostacolarne l’approvazione, eventualmente anche ricorrendo a una pioggia di emendamenti o ad altre forme di ostruzionismo parlamentare. In attesa di vedere cosa accadrà, esaminiamo i contenuti del provvedimento e le argomentazioni dei due fronti.

La revoca, la lingua italiana
e la correzione di FI

La proposta di legge depositata a Montecitorio - a prima firma del deputato leghista Igor Iezzi e sottoscritta anche da altri suoi colleghi di partito, fra cui il capogruppo Riccardo Molinari - conteneva in partenza un solo articolo e un solo comma, ipotizzando modifiche alla norma di acquisto della cittadinanza. Come? Testo alla mano, la «lettera A» prevede come causa ostativa per l’ottenimento della nazionalità italiana, «la condanna per uno dei reati tra quelli che il rapporto della direzione centrale della polizia criminale ha evidenziato come in pericoloso aumento tra i giovani stranieri» e, contestualmente, «che la successiva riabilitazione possa far cessare gli effetti preclusivi della condanna». Invece la «lettera B» modifica «l’articolo 9.1 della legge n. 91 del 1992», disponendo per tutti «un’attestazione della conoscenza della lingua italiana». La «lettera C» dispone che il giuramento venisse reso in italiano, ma un emendamento di Forza Italia ha tolto l’obbligo per i figli di immigrati che hanno risieduto ininterrottamente in Italia per 18 anni: «Non è necessario che bambine e bambini nati in Italia, che hanno dunque frequentato scuole dell'infanzia, medie e due anni obbligatori di scuole superiori vengano sottoposti a un test di lingua, che inevitabilmente conoscono», chiarisce l’azzurro Paolo Emilio Russo, precisando però che «Forza Italia ha lavorato per un testo che non concede nulla alla propaganda, che non discrimina, ma affronta il problema in maniera concreta. Concedere la cittadinanza non è un atto dovuto ed è giusto revocarla a chi non rispetta le leggi».

L’esultanza della Lega 
per la «stretta anti maranza»

C’è infine la «lettera D», che introduce «ulteriori ipotesi di revoca della cittadinanza per i casi di condanna per alcuni delitti considerati di particolare allarme sociale». Sul testo, come detto, si è innestato il lavoro della Commissione, portando a una nuova bozza in cui - afferma ad Avvenire il leghista Iezzi - è stata inserita «una norma anti-maranza», ossia «per la prima volta in Italia vengono introdotti reati che precludono l’ottenimento della cittadinanza per chi nasce nel nostro Paese, al compimento dei 18 anni». Quali reati? La «riformulazione», prosegue Iezzi, menziona come condizione la condanna a pene superiori a tre anni per vari crimini: «Fra questi, i reati relativi allo spaccio. Chi spaccia stupefacenti e viene condannato, a 18 anni non può più chiedere la cittadinanza per i successivi dieci anni». Dunque vengono ampliate le fattispecie di reato che comportano la revoca dello status di cittadino, attualmente concesso a stranieri col requisito della residenza legale ininterrotta, prescindendo da valutazioni sulla condotta penale. «Ma noi siamo pronti a fare di più - incalza ancora Iezzi -. in Aula presenteremo un pacchetto di emendamenti per restringere ulteriormente le maglie. Finalmente impediremo che giovani delinquenti possano diventare cittadini italiani. La cittadinanza è una cosa seria, basta con automatismi e buonismo che in passato hanno premiato criminali». Considerazioni che riecheggiano nel Carroccio, a partire dal vicepremier Matteo Salvini: «Chi vuole diventare italiano deve rispettare le nostre leggi. Tolleranza zero per i delinquenti».

Le opposizioni: testo «illogico»
e «a rischio d’incostituzionalità»

Le forze di opposizione, critiche sulle modifiche, sono convinte che si tratti, come per i contestati decreti sicurezza, di misure propagandistiche ed elettorali. «Si introduce una visione divisiva della società - ragiona Simona Bonafè, del Pd -, stabilendo differenze fra giovani nati e cresciuti nello stesso Paese, con un messaggio pericoloso: non tutti hanno gli stessi diritti, neppure se condividono un percorso di vita». Per Alfonso Colucci, di M5s, è un testo «illogico giuridicamente, che non interviene sul disagio giovanile e fa rischiare che la cittadinanza venga preclusa in caso di reati meno gravi e invece concessa a chi ne commetta di gravissimi. Si procede senza una visione organica puntando sull'approccio sanzionatorio, non sulla prevenzione». Netto è pure Filiberto Zaratti, di Avs: «L’idea che la cittadinanza si possa revocare è aberrante. Si tratta di un testo odioso, che discrimina ragazzi che crescono in Italia insieme ai nostri figli, è una legge che disgrega, marginalizza, crea steccati». T ranchant è Riccardo Magi, di +Europa: «Un abominio. Per noi, le norme che stanno per arrivare in Aula contengono chiari profili di incostituzionalità, tanto che ci chiediamo se il presidente della Repubblica potrà promulgarle...». Insomma, a giudicare dalle valutazioni, da lunedì in Aula si preannuncia battaglia.

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