Anche l’Austria rimanda i migranti in Italia. La replica del Viminale: «Porte chiuse dal 2022»
Vienna annuncia
il trasferimento
di quattro “dublinanti” verso il nostro Paese.
Roma non ci sta: dalla circolare Piantedosi di tre anni fa «zero ingressi su circa 80mila richieste». Pioggia di critiche al governo

Chiudendo Schengen alla Spagna l’Italia avrebbe aperto il vaso di Pandora, secondo il leader di Azione Carlo Calenda. Ma in realtà il vero «boomerang» - come lo definisce il vicepresidente di Iv Davide Faraone - è stato il Patto europeo sull’immigrazione «celebrato», accusa il parlamentare renziano, da Giorgia Meloni, che di fatto ha rimesso in moto i rientri in Italia dei cosiddetti “dublinanti” (ovvero quanti, in base all’ultima revisione del trattato di Dublino del 2013, dovranno tornare nel Paese di primo ingresso, chiamato ad esaminare la loro richiesta di asilo). E allora non stupisce che, come Germania e Svizzera, l’Austria abbia stabilito il rientro in Italia con mezzi pubblici (treno o autobus) di 4 migranti, in base agli accordi con l’Ue, e starebbe collaborando con Danimarca, Grecia, Paesi Bassi e con Berlino per l’attuazione delle nuove regole e il Regolamento sul ritorno.
Soddisfacenti le cifre per Vienna: da gennaio a luglio di quest’anno, i rimpatri sono stati circa l’8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner ha specificato che nel primo semestre del 2026, 8.856 persone sono state rimpatriate (4.615 in maniera coatta), mentre nello stesso periodo erano state 8.234 persone. «La migrazione illegale è stata fortemente respinta e allo stesso tempo il numero di remigrazioni è aumentato ulteriormente». Diversi i dati del Viminale. Dal 5 dicembre 2022 - data della circolare del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che ha bloccato i rientri - al 31 dicembre 2025, sono state in tutto 80mila le richieste all'Italia di presa in carico dei “dublinanti”, istanze a fronte delle quali il nostro Paese ha azzerato ogni trasferimento. Nel quinquennio 2018-2022 sono stati ritrasferiti in Italia complessivamente 17.605 migranti approdati sulle nostre coste.
Ma per il centrosinistra, la premier Meloni avrebbe comunque sbagliato a «picconare la solidarietà europea», per usare le parole dell’europarlamentare dem Giorgio Gori, «visto che ne avremmo bisogno più di tutti». E una dimostrazione sarebbe questo flusso di rimpatri deciso da Germania, Svizzera e Austria, proprio dopo le impuntature della presidente del Consiglio nei confronti della Spagna, dopo gli arrivi di massa a Ceuta. La legge così anche il vicepresidente di M5s Michele Gubitosa: «Al di là della propaganda, i numeri raccontano un’altra storia». E cioè che «dopo aver sospeso Schengen con la Spagna, il governo rivendica il rimpatrio di 21 immigrati irregolari, di questi solo 6 marocchini. Abbiamo creato un precedente così importante per sei persone», accusa. E anche Riccardo Magi, segretario di Più Europa, parla di effetto boomerang del patto europeo tanto decantato e della decisione restrittiva per Madrid. «Germania e Svizzera hanno preso così alla lettera il modello Meloni sui migranti che ora stanno rispedendo i richiedenti asilo in Italia». Sulle scelte della socialdemocratica Danimarca, si soffermano i parlamentari di FdI, che considerano la linea dura della premier Frederiksen una «batosta per Elly Schlein» e il suo Pd. La Danimarca, rincara la senatrice meloniana Simona Petrucci, dà «una lezione politica» alla sinistra italiana. Mentre da FI Maurizio Gasparri attacca la «politica disastrosa della sinistra europea» sui migranti.
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