In una società che allontana l’idea della morte e quando questa avviene la riduce a un evento privato, i cimiteri sono rimasti il luogo della memoria dei nostri defunti.C’è una data precisa dalla quale i cimiteri sono diventati come li conosciamo: recintati, ai margini delle città, privi di collegamento con i territori in cui sorgono. Era il 12 giugno 1804 quando per rispondere a esigenze di igiene e salubrità, l’imperatore francese Napoleone Bonaparte vietò di seppellire i morti in chiese e centri abitati. Un vero e proprio stravolgimento nel rapporto con questo luogo. Enrico Lenzi ne ha parlato con Giovangiuseppe Vannelli, architetto e ricercatore di composizione architettonica e urbana presso l’Università Federico II di Napoli.
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