Le cicatrici del disastro di Seveso

Il 10 luglio 1976 nella cittadina lombarda prendeva forma uno dei più gravi incidenti industriali della storia italiana
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July 9, 2026
«Abbattere le case non vuol dire solo le mura» significa bruciare tutto quello che c’è dentro. «Questo è il trauma delle persone, la cicatrice della propria vita che non c’è più» ha raccontato il sindaco di Seveso, Alessia Borroni, cinquant’anni dopo la fuoriuscita della nube tossica dell’Icmesa di Seveso. 
Tra le voci di chi all’epoca visse quella tragedia in prima persona, ci sono anche quella di Giancarlo Cesana che torna con la memoria a quell’estate del 1976. Medico, già professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e presidente della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale maggiore policlinico di Milano, fu tra i primi a raggiungere Seveso per contribuire alla gestione dell’emergenza. «È stato una specie di grande miracolo collettivo».
Realizzazione e montaggio a cura di Maria Gomiero.

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