Daoud Nassar in trent’anni ha speso oltre 300mila dollari, raccolti tramite donazioni di volontari da tutto il mondo, per sostenere la più lunga battaglia di un palestinese contro Israele per il possesso di una terra. La sua fattoria si trova in Palestina, vicino a Betlemme, dove i suoi nonni l’avevano acquistata oltre cento anni fa. Ma ora Tel Aviv sostiene che non gli appartenga. Tra un’udienza in tribunale e un’altra, i coloni hanno iniziato a isolarlo: tagliano i cavi della corrente, bloccano le strade ed entrano armati nella proprietà.
Nella stessa situazione di Nassar si trovano tutti i palestinesi che ancora vivono nell’area C della Cisgiordania, quella a controllo israeliano, ma ormai anche moltissimi che abitano in area A. Da accordi, a controllo palestinese. In questo scontro, tanti perdono la vita: dal 7 ottobre 2023, le uccisioni di palestinesi da parte di forze israeliane in tutta la Cisgiordania, secondo l’Onu, sono state almeno 255. Tra queste, 8 donne, 47 bambini e 3 persone con disabilità.
Andrea Ceredani è stato due settimane in Cisgiordania per raccontare le storie, e le ragioni, dei palestinesi che scelgono di restare nella loro terra tenendo una postura non violenta. Ascolta la nuova puntata di Dentro l’Avvenire con le voci di Daoud Nassar, Bimshara Nassar e le beduine palestinesi del villaggio di Al Hatrura
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