Pizzaiolo ucciso. La Lega chiede la “remigrazione”. Ma il killer è italiano
di Redazione
Bufera politica dopo la morte di un 67enne a Reggio Emilia. Il Pd: sciacallaggio
Ucciso a coltellate per la richiesta dell'ennesima pizza gratis, per un diverbio cominciato forse diverse ore prima. È morto così lunedì sera a Reggio Emilia un pizzaiolo di 67 anni, Raffaele Stipa. Sua sorella, Antonella, nel tentativo di difenderlo è stata ferita.
L'aggressore, preso nella notte, è un 42enne con precedenti per droga e problemi di tossicodipendenza, oltre che seguito dai servizi psichiatrici. Ma la pagina nera di cronaca, che stringe nel dolore una città intera, diventa in poche ore anche un caso politico, con la Lega che si scaglia contro il presunto killer straniero, evocando la «remigrazione» vannacciana, per poi fare retromarcia alla notizia della nazionalità italiana dell'arrestato.
Al mattino, prima della conferenza stampa della Procura, sono il capogruppo regionale Tommaso Fiazza e la deputata reggiana del Carroccio Laura Cavandoli a scagliarsi contro il presunto killer “straniero”. Poi la richiesta di ignorare i comunicati dopo la notizia che l'arrestato è italiano. Per il Pd dell'Emilia-Romagna «non è politica, è sciacallaggio», «è usare una tragedia per alimentare paura e propaganda». «Questo episodio racconta molto più di un singolo comunicato», rimarca il gruppo Avs, «è razzismo», interessa «soltanto usare il dolore delle persone per alimentare paura, odio e consenso». E anche per Angelo Bonelli, il deputato e co-portavoce di Europa Verde, «la vicenda di Reggio Emilia è l'emblema del metodo Lega: propaganda prima dei fatti, ritrattazione dopo», «nel frattempo l'odio seminato resta, perché la propaganda corre più veloce della verità».
I fatti dicono che per l'omicidio è stato arrestato dopo alcune ore un 42enne reggiano, Andrea Pellati. «È entrato per ucciderlo», ha detto il procuratore capo di Reggio Emilia Calogero Gaetano Paci, parlando della ricostruzione dei fatti.
Raffaele Stipa, originario di Capo d'Orlando (Messina), era arrivato trent'anni fa nella città emiliana e gestiva la pizzeria Yoghi da oltre vent'anni insieme alla sorella. Proprio nel suo locale è stato aggredito e ucciso a coltellate. L'uomo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, alle 22 di lunedì sera è entrato nella pizzeria, ha fatto irruzione dietro al bancone e ha colpito Raffaele con un coltello. La sorella del pizzaiolo, Antonella, ha afferrato un bastone e ha cercato di difendere il fratello, subendo anche lei dei tagli al fianco e alle braccia.
La donna non è in pericolo di vita ma è ricoverata in ospedale ed è sotto shock. Il fratello le è praticamente morto davanti.
Pellati dovrà rispondere di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate nei confronti della donna ma al vaglio della pm Maria Rita Pantani, titolare del fascicolo d'inchiesta, c'è anche l'ipotesi di chiedere le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. «Il presunto movente è partito in realtà da mezzogiorno di ieri», ha puntualizzato in conferenza stampa il procuratore Paci, quando un amico dell'aggressore era andato a chiedere tre pizze senza pagare. C'è stato il rifiuto della sorella, perché «avevano altri debiti per pizze non pagate di entità esigua». Cosa sia poi maturato difficile dirlo, «ma da ciò che abbiamo ricostruito dalle telecamere interne del locale, l'uomo è entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima».
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