Naufragio nell'Egeo, l'accusa dei superstiti: telecamere guardacoste spente

Nella tragedia di mercoledì scorso hanno perso la vita 15 persone e in 24 sono stati feriti: il gommone con a bordo i migranti si è scontrato con la motovedetta
February 6, 2026
Alcuni sopravvissuti al naufragio di Chio di martedì scorso, in cui 15 migranti hanno perso la vita e in 24 sono stati feriti, hanno raccontato che la motovedetta della Guardia costiera greca «senza alcun preavviso, è venuta addosso al gommone» su cui viaggiavano. Lo hanno dichiarato ai media ellenici il deputato Nasos Iliopoulos del partito di Nea aristerà ('Nuova Sinistra'), che assieme al segretario del partito, Gabriel Sakellaridis, si è recato giovedì nell'ospedale dell'isola di Chio per parlare, con l'aiuto di un traduttore, con alcuni dei superstiti del naufragio. Secondo la ricostruzione diffusa dalla Guardia costiera ellenica nelle ore successive all'incidente, il gommone con a bordo i migranti non si sarebbe fermato ai segnali acustici e luminosi trasmessi dalla Guardia costiera e avrebbe invertito la rotta, urtando il lato destro della motovedetta. Lo scontro avrebbe provocato la caduta in mare dei passeggeri. Una versione che, secondo il deputato Iliopoulos, contrasta con quella di alcuni superstiti. «Un sopravvissuto ci ha detto che dalla Guardia Costiera non è stato dato alcun segnale, nessun avvertimento, e che la motovedetta ha investito la loro barca», ha affermato. Il migrante, riporta Iliopoulos, ha raccontato: «Eravamo a pochi minuti dalla costa e stavamo procedendo a bassa velocità. Se avessimo ricevuto un avvertimento, ci saremmo fermati. Sulla barca c'erano delle famiglie, non volevamo morire». Secondo quanto raccontato, un superstite ha testimoniato: «Improvvisamente si è acceso un faro, non c'è stato alcun segnale di avvertimento, le imbarcazioni erano faccia a faccia e la motovedetta è venuta addosso alla nostra barca».  

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