Stato di emergenza, eventi annullati, 15 vittime: cosa sta succedendo con la “canicule” in Francia
di Daniele Zappalà, Parigi
Temperature record, con 54 dipartimenti in allerta rossa. Tra anziani vulnerabili, bambini vittime di tragedie e giovani annegati in cerca di refrigerio, Parigi teme il ritorno dell’incubo che ventitré anni fa causò 15mila vittime

A ogni costo, scongiurare un remake di quell’estate 2003 da incubo, quando l’afa schiacciasassi spiazzò la Francia, divenendo un serial killer di anziani. Oltralpe, da giorni, la colonnina di mercurio non smette più di salire, bruciando record in tutto il Paese, descritto ieri dai meteorologi come «il più caldo del mondo», per via degli 11 gradi in più rispetto alle normali medie di stagione. Una Francia in cui, malgrado le precauzioni, si muore già a ogni età di caldo, anche per presunti incidenti, come nel caso commovente di due piccoli rimasti intrappolati ieri nell’auto familiare, in Provenza. C’è agitazione politica, di fronte al “crash test”, sulla scia del trauma indimenticabile di 23 anni fa, quando le statistiche segnarono poi un picco “anormale” di 15mila morti. Questa volta, si moltiplicano gli appelli ad ampio raggio, rivolti in particolare agli anziani vulnerabili, invitati dai Comuni ad iscriversi in speciali registri della fragilità monitorata. «Prendiamoci cura gli uni degli altri», ha esortato il presidente Emmanuel Macron sui social, fra una riunione di crisi e l’altra.
Ma nelle ultime ore, ha dominato l’attenzione pure la vulnerabilità dei più giovani, dopo l’annuncio di 13 morti per annegamento lungo lo scorso fine-settimana. Drammi legati all’imprudenza, o a una vigilanza ridotta degli adulti, presso canali, fiumi e altri specchi d’acqua raggiunti per il refrigerio. Nel centro di Besançon, sabato pomeriggio, si sono sbracciati in quattro per recuperare i corpi di due ragazzini di 11 e 13 anni, risucchiati dalla corrente del Doubs, il fiume cittadino non balneabile. Vani i tentativi di rianimazione e la corsa in ospedale. Nelle stesse ore, ma presso Bergerac, nulla da fare neppure per un 17enne travolto dalla corrente della Dordogna. Domenica sera, analoga tragedia a Poitiers, dove i soccorritori hanno estratto dal Clain il corpo senza vita di un 16enne. Non sapeva nuotare, secondo gli amici, già multati nel pomeriggio per divieto di balneazione. Il 27 maggio, non molto tempo fa, era già morto annegato un 19enne. Sta suscitando un’emozione speciale la morte, ieri, di 2 piccoli di 2 e 4 anni, rimasti bloccati all’ora di pranzo nell’auto familiare, a quasi 40 gradi, in un parcheggio residenziale arroventato. Una tragedia avvenuta a Carpentras, in Provenza. Secondo una prima ricostruzione i bambini, ritrovati in arresto cardiaco dai pompieri, si sarebbero introdotti da soli nel veicolo, dopo il rientro dalla spesa della madre, rimasta sotto choc. Sempre nel Midi, ma sul fronte Atlantico, 3 anziani erano stati ritrovati morti domenica nel loro domicilio in Gironda, altro dipartimento strangolato dall’afa. A Parigi, è rimasto sotto sorveglianza speciale il Canale Saint Martin, fra gli specchi d’acqua autorizzati presi d’assalto. Ma per tutto il week-end, si sono visti capannelli di giovani pronti a tuffarsi pure nei tratti della Senna non balneabili.
La notte prima dell’alba di ieri, nella capitale e nel resto del Paese, è stata la più calda mai registrata dal Dopoguerra. Un’infausta coincidenza fra clima e calendario, per i responsabili della protezione civile, che hanno probabilmente sudato ancor più degli altri. Fino all’ultimo, è rimasto in forse l’evento festivo più gettonato e scatenato dell’anno, la Festa della Musica, che dagli anni Ottanta apre l’estate parigina al ritmo di centinaia di concerti di strada d’ogni tipo, secondo una formula poi esportata in tutta Europa. Alla fine, si è giunti a un compromesso, con le prime note lanciate solo al calar del giorno, fra squadre rinforzate di pronto soccorso, nebulizzatori rinfrescanti e il divieto, in realtà molto teorico, di vendita d’alcol in strada. Anche migliaia di giovani giunti dal Regno Unito e da altri Paesi hanno così danzato in riva alla Senna. Negli altri capoluoghi, invece, una valanga di cancellazioni o rinvii. Soprattutto nel Midi, dove pure il calendario scolastico di fine anno è stato sconvolto, con un migliaio di scuole chiuse ed esami spesso differiti. Oggi, salgono a 54 i dipartimenti sotto “allerta rossa”, ovvero il livello più alto di prevenzione che interessa più della metà della popolazione. Intrappolata sotto una “cupola di calore”, la Francia dovrà attendere probabilmente il fine settimana prima di uscire da questo ruolo poco usuale di “polso bollente” di un’Europa occidentale in gran parte nella morsa dell’afa, dal Portogallo alla Germania fino all'Italia.
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