Il pilota accoltellato, i passeggeri intervenuti, i “colleghi” eroi: cosa è successo sul FlyDubai
di Giovanni Maria Del Re
La cronaca minuto per minuto del volo del terrore. Decisivi gli allarmi lanciati tempestivamente dalle persone a bordo e la presa di comando del velivolo da parte di due piloti destinati a un altro volo. Uno dei due ha afferrato la cloche. In volo si sono alzati anche i caccia israeliani. Il premier Netanyahu si è recato in aeroporto a Tel Aviv: così è stato sopraffatto l'aggressore

Un copilota che accoltella il pilota per far precipitare l’aereo, passeggeri che si scagliano su di lui per bloccarlo, altri piloti mescolati tra i passeggeri che evitano il disastro proprio all’ultimo momento. Quella che sembra la trama di una serie Netflix è la reale vicenda che solo per miracolo non ha visto una sciagura aerea con quasi duecento vittime. È quello che hanno vissuto i 180 passeggeri del volo FZ1073 della compagnia degli Emirati Arabi Uniti FlyDubai.
L’aereo, un Airbus 737 Max, decolla alle 3.05 del mattino da Dubai, carico di israeliani che vi hanno trascorso le vacanze, diretto all’aeroporto Ben Gurion a Tel Aviv. Alle 5:22 L’aereo la rotta prevista, inizia a fare strani circoli, e comincia a perdere quota rapidissimamente: da 33.000 piedi (10.000 metri circa) a 17.100 piedi (circa 5.100 metri) nel giorno poco più di un minuto. L’aereo è in picchiata. Alle 5:31, nello spazio aereo saudita, il velivolo emette il segnale “squawk” (“strillo”) codice 7700, che indica un’emergenza generale. Alle 5:38 segue il segnale codice 7500 «interferenza illegale», emesso in caso di dirottamento. Poi il miracolo: l’aeromobile si stabilizza intorno ai 15.000 piedi, alle 6.58 atterra all’aeroporto di Tabuk, nell’ovest dell’Arabia Saudita.
Nel cockpit siedono il pilota, un indiano, con il copilota, originario dell’Oman. «Mia moglie – racconterà Zvika Manet alla testata israeliana Calcalist – era di fronte al bagno, vicino al cockpit. Ha sentito all’improvviso grida». Qualcosa non torna, qualcuno sente il pilota gridare «aiuto!». L’aereo comincia a precipitare, un video di un passeggero diffuso dai media israeliani mostra la cabina mentre il velivolo punta verso il suolo. Molti gridano. «A quel punto – racconta un passeggero alla Bbc – abbiamo pensato, okay è finita».
Scatta però la reazione, racconta al quotidiano israeliano Haaretz Dalia Shpigel, la cui madre di 74 anni era a bordo dell’aereo, «tre, forse cinque giovani si sono precipitati nel cockpit». «Ho parlato con uno dei passeggeri – riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che si è recato all’aeroporto di Tel Aviv per accogliere i passeggeri del volo FZ1073 – mi ha detto che in qualche modo è riuscito a forzare la porta del cockpit con uno dei membri dell’equipaggio, e insieme hanno sopraffatto il copilota aggressore». Su come sia stata aperta la porta del cockpit restano varie versioni, ma rimane il fatto che il copilota ha accoltellato il pilota, viene trovato con il coltello insanguinato in mano.
Altri racconteranno di aver legato l’aggressore con i cavi di una cuffia audio. Un paramedico si precipita ad arginare le profonde ferite subite dal pilota. Video girati dai passeggeri mostrano persone insanguinate. La fortuna vuole che a bordo vi fossero tra i passeggeri due piloti (un britannico e un altro europeo), destinati a un altro volo della compagnia. «Intervenite, presto, prendete i comandi!» grida loro un passeggero. Uno dei due afferra la cloche e stabilizza l’aereo. «Abbiamo neutralizzato i terroristi - affermerà poi un passeggero, con una vistosa ferita alla fronte, in un video diffuso via social – stiamo per atterrare. Chiunque riesca a sentirmi, abbiamo bisogno di aiuto. Stiamo scendendo verso Tabuk. Tutti a bordo stanno bene tranne il pilota». L’aereo atterra senza problemi alle 6.58 all’aeroporto di Tabuk. Il copilota aggressore viene arrestato.
Davvero per miracolo, i passeggeri sono illesi (solo uno avrà bisogno di cure mediche). Il pilota ferito è stato ricoverato in ospedale. Non manca un incidente diplomatico: secondo l’agenzia Reuters l’Arabia Saudita rifiuta la richiesta di Gerusalemme di inviare a Tabuk Hercules delle forze armate israeliane per prelevare i passeggeri. Rientreranno su un altro volo FlyDubai atterrato a Tel Aviv alle 17.37. A questo punto naturalmente rimane la grande questione: perché il copilota voleva far precipitare l’aereo? A ieri sera un quesito senza risposta. Per il governo israeliano, in piena campagna elettorale, la risposta è evidente. «Il grave incidente sull’aereo della FlyDubai – afferma il ministro della Difesa Israel Katz – è stato un tentativo di attacco jihadista, sventato solo grazie all’eroismo di alcuni passeggeri israeliani». «Il terrorismo – afferma il ministro alla Sicurezza Itamar Ben-Gvir – è un demonio con cui non si può raggiungere alcun accordo». Solo pochi giorni fa Netanyahu aveva dichiarato del rischio di attacchi terroristici contro Israele, affermazioni criticate dall’opposizione. La compagnia aerea parla solo di «alterco nel cockpit». «In questo stadio iniziale – afferma in una nota – le ragioni e i motivi dietro questo evento sono ignoti e restano oggetto di indagini».
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