L'Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno e 1,66 miliardi di Pil a causa dell'emigrazione

di Redazione romana
È quanto emerge dall'analisi comparativa realizzata dall'Eurispes su 22 Stati europei, che «rivela una particolare configurazione strutturale» del nostro Paese
April 2, 2026
«L'Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno e 1,66 miliardi di Pil a causa dell'emigrazione. È un caso unico in Europa». È quanto emerge dall'analisi comparativa realizzata dall'Eurispes su 22 Paesi dell'Unione Europea, che «rivela una particolare configurazione strutturale: l'Italia forma da sola un cluster, con mercato del lavoro giovanile peggiore dei Paesi dell'Est Europa e un conto demografico destinato a salire fino a 1,13 milioni di persone mancanti entro il 2050». «L'Italia non è semplicemente un Paese che soffre di emigrazione giovanile. È un caso anomalo in Europa», si sottolinea. La ricerca è costruita su 16 indicatori armonizzati nel periodo 2016-2023. Dallo studio emerge che «l'Italia riesce a offrire ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia. L'occupazione dei neolaureati tocca il 58,9%, contro l'80% abbondante dei Paesi in convergenza». Il reddito mediano reale, invece di crescere, si contrae: indice 97 contro 132 dei Paesi emergenti dell'Est. '«Un segnale di impoverimento strutturale delle famiglie che non ha equivalenti nel campione considerato nella ricerca». «L'Italia appare dunque come un Paese con Pil da economia avanzata e condizioni per i giovani da periferia europea. E questo non è un paradosso temporaneo: è una condizione strutturale», secondo l'Eurispes. L'analisi parte dal saldo migratorio netto dei cittadini italiani nella fascia 20-39 anni nel periodo 2019-2023: 294.606 uscite verso l'estero, 120.884 rientri, con un saldo netto di -173.722 giovani, equivalente a una media di circa 34.700 giovani-adulti l'anno. 

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