Libano, ucciso un soldato francese della missione Unifil. «Vittima di un'imboscata»
di Redazione
Macron: tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah. La missione Onu in Libano: attacco deliberato da parte di attori non statali, è stato colpito da fuoco di armi leggere
Un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. «Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah» ha aggiunto.
La vittima è il sergente maggiore Florian Montorio, finito in «un'imboscata» e deceduto a causa di «un colpo diretto» ha comunicato la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin. Montorio «era in missione per aprire una strada verso una postazione Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona - ha spiegato Vautrin -. Poi è stato vittima di un'imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata, venendo colpito da un proiettile proveniente da un'arma leggera. Nonostante i suoi compagni l'abbiano soccorso, non sono riusciti a rianimarlo» ha concluso la ministra.
Successivamente, la missione Onu in Libano ha diffuso una nota su X, spiegando che «questa mattina una pattuglia dell'Unifil che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate» della missione «è stata colpita da fuoco di armi leggere».
È stata avviata «un'indagine per accertare le circostanze» e la «valutazione iniziale indica attori non statali (presumibilmente Hezbollah)». Unifil «condanna questo attacco deliberato ai danni dei caschi blu», sottolineando che «il lavoro delle squadre di disinnesco degli ordigni esplosivi è vitale nell'area».
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