L'Africa alla corte di Putin, attesi a Mosca i rappresentanti di 48 Paesi
di Redazione
Si consolida il legame storico tra la Russia e gli Stati del continente. Il consigliere del Cremlino, Ushakov: alleati nella costruzione di un ordine mondiale multipolare
Oggi e domani Mosca ospiterà oltre 20 leader africani nel tentativo di rafforzare ulteriormente i legami con Paesi considerati «alleati naturali» in funzione anti-occidentale. Il vertice Russia-Africa, il terzo dal 2019, si svolge mentre Mosca è alle prese con pesanti sanzioni occidentali a causa dell'offensiva in Ucraina e fornisce assistenza in materia di sicurezza a diversi governi africani.
Mosca coltiva relazioni con l'Africa fin dai tempi dell'Unione Sovietica e guarda da tempo al continente come a un contrappeso a quella che percepisce come una dominazione occidentale sugli affari internazionali. «Siamo alleati naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare» ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino. In tutto sono attese delegazioni da 48 Paesi africani, 22 dei quali saranno rappresentati dai propri leader. Le critiche del presidente russo Vladimir Putin a quello che definisce «neocolonialismo» nel continente hanno trovato riscontro presso diversi leader africani, in particolare nelle ex colonie francesi del Sahel.
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