Il prezzo del petrolio in frenata: rimbalzo Borse europee

Nel frattempo, i Paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio
March 10, 2026
Le Borse europee rimbalzano in avvio dopo le indicazioni di Donald Trump sulla fine della guerra in Medio Oriente. Parole che hanno portato ad un calo del prezzo del petrolio dopo la fiammata della vigilia. Aprono in netto rialzo Francoforte (+2,04%), Parigi (+1,89%) e Londra (+1,14%).
Forte rialzo anche per Milano, in linea con gli altri listini europei. Il primo indice Ftse Mib guadagna il 2,3% a 45.038 punti. Dopo i primi scambi corrono le banche con Unicredit (+4,8%) e Bper (+4,5%). Sale anche Prysmian (+4,9%) e Stm (+4,3%). Il calo del prezzo del petrolio appesantisce Eni (-2,3%). Male anche Leonardo (-2%).
Per quanto riguarda il prezzo del petrolio, si registra una frenata. Di prima mattina, il Wti con consegna ad aprile passa di mano a 88,79 dollari al barile con una flessione del 6,31% mentre il Brent con consegna a maggio passa di mano a 93,02 dollari al barile con una riduzione del 6%.
Intanto, però, i Paesi del Medio Oriente avrebbero ridotto la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, specifica il rapporto citando persone a conoscenza della questione.

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