Frontex, indagato ex capo Leggeri per crimini contro l'umanità
di Redazione
Secondo una fonte giudiziaria, un giudice istruttore francese indagherà sull'eurodeputato Fabrice Leggeri, ex capo dell'agenzia europea di controllo delle frontiere, da gennaio 2015 ad aprile 2022
Un giudice istruttore francese indagherà sull'eurodeputato dell'estrema destra Fabrice Leggeri, ex capo dell'agenzia europea di controllo delle frontiere, dopo una denuncia per presunta complicità in crimini contro l'umanità. A riportare la notizia é l'agenzia di stampa Afp che l'ha appresa da una fonte giudiziaria. Leggeri ha diretto l'agenzia Frontex, da gennaio 2015 ad aprile 2022. Come direttore é stato regolarmente accusato dalle Ong di tollerare respingimenti illegali di migranti, diventando un sostenitore della totale impermeabilità delle frontiere europee. La Lega dei Diritti dell'Uomo lo ha accusato in particolare di aver "incoraggiato" i suoi agenti a facilitare le intercettazioni di imbarcazioni di migranti da parte delle autorità libiche e greche, secondo la denuncia presentata nel 2024 e visionata dall'Afp. Gli viene inoltre rimproverato di aver "scelto una politica volta a impedire, a qualsiasi costo - in particolare in vite umane -, l'ingresso di persone migranti nell'UE". Dopo un procedimento durato due anni, la Corte d'Appello di Parigi ha deciso il 18 marzo di aprire un'indagine, secondo la fonte giudiziaria.
«Il signor Leggeri non era a conoscenza di questi sviluppi e quindi non ha commenti da fare in questa fase», ha dichiarato all'Afp una fonte del suo entourage. «Per la prima volta, uno o più giudici istruttori francesi esamineranno le condizioni dell'eventuale responsabilità penale di Fabrice Leggeri nella catastrofe che ha causato migliaia di morti nel Mediterraneo, in particolare bambini e donne», ha affermato l'avvocato della Ldh, Emmanuel Daoud. Dal 2014 circa 82.000 migranti sono morti o scomparsi, principalmente nel Mediterraneo (34.000), la rotta migratoria più letale al mondo, secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). Una cifra sottostimata, secondo la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Manul) e l'Ufficio dell'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (OHCHR), che in un recente rapporto hanno denunciato le "gravi violazioni" subite dai migranti "detenuti arbitrariamente in centri di detenzione ufficiali e non ufficiali" in Libia.
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