Energia, Meloni: «Circostanze straordinarie necessitano di risposte dall'Ue»

di Redazione romana
La premier italiana nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d'Irlanda Micheál Martin: «La crisi energetica legittima la flessibilità come per la difesa». E torna a pungere Bruxelles sulla ristrutturazione del palazzo della sede del Consiglio europeo
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May 22, 2026
La premier Giorgia Meloni torna a scuotere l'Unione Europea. E non solo sulla richiesta di allargare all'energia la deroga al Patto di stabilità sulla difesa. «In una fase nella quale è difficile trovare le risorse, a Bruxelles si deve anche riflettere con responsabilità sulle spese di funzionamento della propria macchina amministrativa», ha detto la presidente del Consiglio, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d'Irlanda Micheál Martin, dopo l'incontro a Palazzo Chigi.  «Ho detto in Consiglio Ue, nell'ultima riunione che abbiamo celebrato - ha aggiunto -, che non mi sembra che vada nella giusta direzione il segnale di spendere 800 milioni di euro per ristrutturare la sede del Consiglio dell'Unione europea e quindi forse anche qualche segnale da questo punto di vista può essere interessante». 
Meloni poi ha sottolineato di aver parlato anche delle proposte contenute nella lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in cui ha chiesto di estendere alle spese energetiche la deroga al Patto prevista per la difesa, avvertendo che senza questa condizione l'Italia potrebbe non attivare il programma Safe. «Non si tratta di fare maggiore debito ma di allocare al meglio ciò che è già previsto», ha spiegato la premier italiana. E ha aggiunto: Siamo davanti a «circostanze straordinarie, al di fuori del controllo degli Stati membri, che a nostro avviso necessitano di risposte». E «legittimano l'estensione della flessibilità, che è stata già concessa per le spese in sicurezza e difesa, anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica». Perché anche «l'energia è sicurezza, anche l'economia è sicurezza per i nostri sistemi», ha concluso la premier. 

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