Per le bollette il modello Octopus: «Puntiamo su Cer e rinnovabili»
La società sta avviando ad Ascoli la seconda Comunità energetica per 200 famiglie: «Ma c’è ancora troppa burocrazia»

Spingere i consumatori a fare la scelta più ovvia – la più conveniente in termini economici, soprattutto in un momento delicato come quello attuale, in cui i prezzi dell’energia sono esposti alla dipendenza dal gas e a fattori esterni – per poi rendersi conto di aver fatto anche la scelta giusta. Dal punto di vista etico.
Sintetizzando e semplificando molto, questa è la logica che ha sposato la compagnia energetica globale Octopus Energy per i suoi clienti, ormai vicini al milione anche in Italia. La strategia del player britannico, approdato nel 2022 nel nostro Paese con l’acquisizione di Sato Energia fondata nel 2003 ad Ascoli Piceno, punta a realizzare una rete energetica diversificata. Al centro asset di generazione su larga scala che possano rendere i benefici delle rinnovabili più tangibili per i cittadini: nuovi parchi eolici e solari, sistemi di accumulo (batterie) a livello industriale e residenziale, oltre alle Cer, le comunità energetiche rinnovabili che permettono di produrre e consumare energia a livello locale, abbattendo i costi di trasporto e generando risparmi per chi vi aderisce, attraverso la ridistribuzione totale degli incentivi.
«Mentre in Italia si discute ancora di come contenere il costo dell'energia, Octopus sta dando alle persone gli strumenti per abbassarla. Tentacolo 2 è la nostra seconda Comunità energetica rinnovabile, grazie a cui circa 200 famiglie avranno una bolletta più bassa. Per questi posti abbiamo già ricevuto 300 domande di adesione: non potremo accoglierle tutte, e questo ci pesa, ma è un segnale di quanto gli italiani siano pronti: quasi uno su due dichiara di voler accelerare la transizione alle rinnovabili anche se i prezzi salissero nel breve termine», ha spiegato Giorgio Tomassetti, ceo di Octopus Energy Italia.
Nel nostro Paese sono già stati investiti 250 milioni ed entro il 2030 si arriverà almeno a 1 miliardo di euro, ma la sfida, secondo Tomassetti, riguarda il margine equo in termini di profitto; nel caso del Regno Unito ci sono voluti 8 anni. In questa logica si colloca anche l’investimento di 200mila euro per la realizzazione di questo secondo impianto sul territorio di Ascoli Piceno. Con la sua produzione garantirà il 20% del fabbisogno energetico delle 200 famiglie che saranno collegate: i 108 nuovi pannelli fotovoltaici (potenza di 90 kW in sistema trifase), disposti sulle colline verdi della frazione di Colonnata, permetteranno di ridurre la bolletta anche a chi vive nel centro storico e non può installare dei pannelli propri. Inoltre, esattamente come accade per il primo impianto già esistente che serve attualmente un’azienda e altre 50 famiglie (inaugurato nel 2024 che ha prodotto oltre 110.000 kWh di energia pulita a oggi, ndr), viene garantito che l’intero corrispettivo degli incentivi previsti dal Gse (Gestore dei servizi energetici) per la costituzione di comunità energetiche rinnovabili vada interamente alle persone appartenenti alla Cer.
In questo modo, secondo il ceo di Octopus Energy Italia, non si vende solo energia, ma si forza l’intero settore verso standard più elevati: «Restituendo il 100% degli incentivi ai membri delle Comunità Energetiche, la compagnia agisce come benchmark, costringendo i competitor a giustificare proposte meno vantaggiose».
Quello che ha portato alla creazione della seconda Cer sul territorio piceno non è stato però un processo breve, «ci è voluto più di un anno» e anche in futuro i tempi potrebbero non accorciarsi: «Ad esempio, è stato necessario creare tre diverse entità legali – ha spiegato il ceo di Octopus Energy Italia – e numerosi accordi interni per gestire processi che potrebbero essere molto più semplici se la normativa permettesse un coinvolgimento diretto dei fornitori di energia» nella costituzione di Cer.
E ancora, i distributori (DSO) possono impiegare fino a 90 giorni, secondo la legge, per completare una connessione con un impianto rinnovabile. Octopus anche qui vorrebbe far valere la propria identità di player che agisce il cambiamento come ha indicato in un manifesto in 10 punti che, secondo Tomassetti, è stato stilato a partire dalle esigenze dei consumatori e include prezzi zonali che potrebbero garantire costi più bassi a chi vive in aree con impianti eolici o fotovoltaici, ma anche tagli alla burocrazia, come il cambio di fornitore che a oggi richiede ancora fino a due mesi. Un altro dei passaggi su cui stimolare il dialogo politico riguarda, infine, la semplificazione delle procedure per ridurrei tempi di realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, unita alla richiesta che vengano resi strutturali gli incentivi alla costituzione di nuove Cer, così da poter replicare altrove il modello di Ascoli Piceno, accelerando in tutta Italia la transizione energetica e la quota prodotta di energia rinnovabile.
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