Il robot non è più "smart": Vorwerk nel mirino dell'Antitrust
L'azienda ha sospeso il servizio cloud mesi fa, rendendo utilizzabile l'aspirapolvere solo in modalità manuale e mettendo in luce la dipendenza del mercato della domotica dai server

Entri in casa e dici «sono tornato». Non ti risponde nessuno, ma in compenso si alzano le tapparelle, si accende il climatizzatore e parte una playlist di musica jazz. Il pavimento è completamente pulito, merito del robot aspirapolvere che hai fatto partire mentre eri in ufficio. E mentre ti dirigi verso il bagno, chiedi alla casa di accendere le luci in quella stanza. Se la casa lo fa perché è intelligente, o come si usa dire, «smart».
Secondo Statista, il mercato delle “smart home” è in crescita continua, guidato soprattutto da Cina e Stati Uniti. Dalla sicurezza, al monitoraggio energetico, fino agli elettrodomestici: sono sempre di più le persone che decidono di introdurre questi dispositivi nella propria casa. E si prevede che nel 2026 il fatturato del mercato della domotica raggiungerà i 175,1 miliardi di dollari.
Ma c’è un aspetto importante da considerare: oltre il 70% dei dispositivi smart home usa il cloud per funzionare. E questa dipendenza vuol dire solo una cosa: se il cloud viene disattivato, la casa perde la sua intelligenza.
La cosa non è sfuggita a chiunque avesse comprato un robot Neato della Vorwerk. Lo scorso anno, infatti, l'azienda ha inviato un’e-mail a tutti i suoi clienti annunciando che i servizi cloud sarebbero stati disattivati dal quarto trimestre 2025. Neato Robotics, infatti, era una società indipendente del Gruppo Vorwerk. Quando ha cessato la sua attività nel 2023, per garantire ai clienti la possibilità di continuare a utilizzare i propri prodotti, Vorwerk ha deciso di mantenere attivo il servizio cloud di Neato per un periodo prolungato dopo la chiusura della società. Ma nel frattempo, i requisiti legali e tecnici in materia di protezione dei dati, sicurezza informatica e conformità sono cambiati in modo significativo. E come riportato da Michael Weber, portavoce di Vorwerk, «continuare a gestire sistemi obsoleti avrebbe comportato rischi che non potevano trasferire ai loro clienti».
Da qui la decisione dello stop. E se prima con Neato era possibile la mappatura laser, la gestione di zone "no-go" e la programmazione remota, ora non è diventato altro che un normale aspirapolvere da gestire in maniera manuale. Niente più app MyNeato, solo i tradizionali tasti. Sufficienti per l’azienda a garantire «la normale funzionalità», ma non per i clienti. «La rimozione arbitraria del software necessario al funzionamento del prodotto costituisce una forma di obsolescenza programmata che priva un hardware ancora perfettamente integro della sua utilità», si legge nella segnalazione di un cliente su Altroconsumo.
La sua si aggiunge a un grande numero di segnalazioni che si sono susseguite tra novembre 2025 e aprile 2026. Abbastanza numerose da aver attivato in questi giorni l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Secondo l’Autorità, infatti, questa condotta «potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva». E per questo motivo, ieri i funzionari hanno svolto un’ispezione nelle sedi delle società Vorwerk Management s.r.l. e Vorwerk Italia s.a.s. insieme al Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Uno degli esempi più emblematici è quello di Google Nest Secure, il sistema di allarme che dopo lo spegnimento dei server nel 2024 è diventato inutilizzabile. Per riparare al danno, ai proprietari residenti negli Stati Uniti era stata offerto un sistema di sicurezza di nuova generazione gratuito da ADT (fino a un valore di 485 dollari) o 200 dollari da utilizzare sul Google Store. Una compensazione che non elimina il rifiuto elettronico e, soprattutto, non cancella una fragilità strutturale: l’intelligenza della casa non è davvero nostra, ma dipende da server che qualcun altro può decidere di spegnere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






