Dl Bollette, il Governo mette la fiducia: tutte le novità previste
di Redazione romana
Si vota domani alla Camera. Vengono prorogate le centrali a carbone fino al 2038 (13 anni oltre la scadenza fissata), stretta sul telemarketing
Il Governo mette la fiducia sul decreto Bollette al voto domani, con il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Dalle 12.20 sono in programma le dichiarazioni di voto mentre dalle 14 è prevista la votazione per appello nominale. Sono 63 gli ordini del giorno presentati.
Molte le novità, dal bonus sociale alla proroga del carbone. Anche le famiglie con il teleriscaldamento potranno accedere al bonus sociale in base all'Isee, ha detto ad esempio il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, spiegando è previsto da un suo emendamento approvato in commissione. Per far fronte alla crisi energetica, invece, in caso di emergenza si potrà continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, che prevedeva lo stop entro dicembre 2025. Il rinvio è entrato nel decreto bollette con emendamenti presentati da Lega e Azione. Ma per Andrea Orlando (Pd) sono solo «chiacchiere pericolose e propaganda» perché gli impianti sono fermi da anni e riattivarli richiede tempo. Contrario anche Angelo Bonelli (Avs). Il provvedimento introduce anche una stretta sul telemarketing e misure a sostegno dei trasporti meno inquinanti. Con un emendamento dei relatori infatti arrivano nuove regole per rendere legalmente nulli i contratti per forniture di luce e gas siglati al telefono, se l'utente non avrà espresso formale consenso all'utilizzo dei propri dati per fini commerciali. Le società energetiche, inoltre, dovranno avere una identificabilità telefonica obbligatoria e l'Agcom potrà ordinare il blocco delle linee telefoniche usate per chiamate indesiderate. Consumerismo no profit li definisce provvedimenti "salva-consumatori". Per sostenere i trasporti, vengono destinati i proventi degli Ets, le aste delle quote di CO2, all'incentivazione del passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni e del "riequilibrio modale dal trasporto stradale di merci a quello marittimo e ferroviario".
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