Dfp, il centrodestra: «Sì a dialogo con Ue per attivare clausole salvaguardia»
di Redazione romana
La nuova risoluzione della maggioranza per far fronte ai rincari energetici. Oggi il voto sul Documento di finanza pubblica

Il Governo dialoghi con l'Unione europea per attivare le clausole di salvaguardia. Lo chiede una risoluzione "aggiornata" della maggioranza sul Documento di finanza pubblica che sarà oggi al voto di Camera e Senato. Il testo impegna l'esecutivo «a rispettare il percorso di spesa netta programmatica indicato nel Piano e previsto nelle raccomandazioni del Consiglio del gennaio 2025, attivando interlocuzioni presso l'Unione Europea volte al riconoscimento dell'eccezionalità della situazione in vista di una possibile attivazione delle clausole di salvaguardia, nell'ottica di intraprendere ogni più opportuna azione per tutelare le necessità del tessuto economico nazionale ed europeo». Una nuova richiesta messa nera su bianco rispetto al precedente testo visto che, si legge, «gli eventi bellici sviluppatisi a partire dal 28 febbraio scorso hanno determinato una situazione economica caratterizzata da un rilevante impatto asimmetrico sui costi energetici, in conseguenza di fattori chiaramente al di fuori del controllo degli Stati dell'Unione, suscettibili di motivare il ricorso alle clausole di salvaguardia previste dal nuovo assetto della governance economica».
L'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, prevista dal nuovo patto, consentirebbe di «deviare dal percorso della spesa netta stabilito» in casi «eccezionali e al di fuori del controllo dello Stato» che ne fa richiesta. La deroga sarebbe chiesta dall'Italia per far fronte all'emergenza energetica. Intervenendo in Aula, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato come l'Italia sia il Paese con il «debito pubblico più elevato in Europa, questo è dato da cui partire e non si può ignorare la realtà» e «un Paese indebitato non è totalmente libero».
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