Salta in extremis dalla mozione di maggioranza in Senato, la richiesta a rivalutare l'innalzamento al 5% del Pil delle spese militari. Nel nuovo documento, appena distristribuito nell'emiciclo, dalle forze di governo, infatti non è più presente il punto 8, dove si impegnava il governo «a mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2% del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, al fine di garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici». Riferimento scomparso anche in premessa.
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