Andy Burnham è il nuovo premier laburista del Regno Unito
di Redazione
Nel suo primo discorso a Downing Street, ha evocato un nuovo "modello economico" per il Paese, soffermandosi soprattutto sulla necessità di una svolta in politica interna e di decentramento, dopo decenni di ricette neoliberali

Andy Burnham è il nuovo premier del regno Unito; lo ha annunciato in via ufficiale un comunicato di Buckingham Palace. Re Carlo lo ha ricevuto in udienza e gli ha affidato l'incarico di formare un nuovo governo. L'onorevole deputato - si legge nel comunicato - ha accettato l'offerta del Re. Insieme a Burnham ha partecipato all'udienza anche la moglie, Marie-France van Heel.
Burnham, con la first lady al fianco, si è mostrato sorridente, sottolineando la sua maggior empatia naturale rispetto all'ingessato predecessore Keir Starmer. E ha evidenziato il familiare accento del nord dell'Inghilterra, prima di entrare nella residenza ufficiale di capo del governo, contrassegnata dal fatidico Number 10 di Downing Street, con incisa sulla buca delle lettere l'iscrizione First Lord of the Treasury: uno degli antichi titoli di cui il primo ministro britannico tuttora dispone. Non ha mancato di abbracciare amici e alleati, fra cui molte persone calate a Londra assieme a lui dal nord, come ad esempio l'amico sindaco di Liverpool, Steve Rotheram, storico esponente della sinistra laburista e co-autore di un libro che illustra una sorta di nuovo modello del nord per la politica del Regno, in prima fila con in braccio un nipotino di pochi mesi.
Burnham ha evocato un nuovo "modello economico" per il Paese, soffermandosi soprattutto sulla necessità di una svolta in politica interna e di decentramento, dopo decenni di ricette neoliberali in cui - è tornato a deplorare - "la politica è stata centralizzata e l'economia privatizzata" a dismisura. Ha quindi parlato di "speranza", di "unità", di "positività" e di "una comune determinazione" a cambiare. Ha anche evocato la necessità di rispettare i paletti di bilancio, "le regole fiscali" di riportare sotto controllo i costi del welfare in modo "equo e sostenibile", d'investire "nel successo" di coloro che sono rimasti indietro "invece che di pagare per il loro abbandono"; ma pure di investire "nella difesa", di restituire un "maggior controllo pubblico sui servizi" essenziali, di mettere fine alla piaga "dei senza tetto".
Quanto alla stabilità, si è detto "acutamente consapevole" del fatto di essere "il settimo primo ministro" dal 2016. "Io - ha poi promesso - presenterò un piano in 10 anni" per il cambiamento del Paese, ma anche misure "tangibili" immediate, "a partire da domani", per "dare ossigeno" e sostenere chi non c'è la fa con "il costo della vita". Sullo sfondo della sua già annunciata intenzione di creare una succursale di Number 10, denominata Downing Street Nord, per rilanciare il decentramento e la devolution, ha infine fatto cenno a un qualche recupero del progetto - cancellato sotto il governo Starmer per ragioni di costi - per l'alta velocità ferroviaria estesa ai treni sulla tratta Birmingham-Manchester.
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