Bracciante ucciso, fermato a Taranto il sesto componente della baby gang

Si tratta di un ragazzo di 22 anni residente in città. Oggi pomeriggio in piazza Fontana il presidio della comunità africana che invita la città a "non restare in silenzio"
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May 14, 2026
È stato fermato a Taranto anche il sesto presunto componente della baby gang coinvolta nell'aggressione costata la vita a Sako Bakari, il 35enne bracciante agricolo originario del Mali ucciso con tre coltellate all'alba di sabato scorso in piazza Fontana, nella cuore  della città vecchia. A quanto si è appreso, si tratta di un 22enne, secondo maggiorenne del gruppo, residente nel capoluogo ionico. Il provvedimento di fermo è stato eseguito dai poliziotti su disposizione della procuratrice Eugenia Pontassuglia e della sostituta Paola Ranieri.
Con l'ultimo fermo salgono a sei gli indagati per omicidio aggravato dai futili motivi. Nei giorni scorsi erano già stati fermati il 20enne Fabio Sale e quattro minorenni. Per Sale è previsto oggi l'interrogatorio davanti al gip di Taranto Gabriele Antonaci, mentre domani sarà la volta dei quattro minori, che compariranno davanti al gip Paola Morelli.
Secondo quanto emerge dagli atti dell'inchiesta, già nei precedenti decreti di fermo si faceva riferimento a "un sesto individuo che in quel momento era ai tavolini del bar", accusato di aver colpito la vittima con un pugno durante il pestaggio. Il nuovo fermo dovrebbe aver completato il quadro dei responsabili dell'aggressione mortale alla quale avrebbe assistito anche una ragazza che al momento non è indagata. "La violenza razzista ha colpito ancora" afferma l'associazione Peacelink. "Nessuna legge penale potrà mai spezzare la catena dell'odio se non si interviene alla radice. La radice è culturale, educativa, quotidiana. È ciò che accade nelle scuole, nei bar, per le strade, nelle relazioni tra vicini". L'associazione sottolinea un particolare dell'aggressione. Secondo quanto sarebbe emerso, il bracciante si sarebbe rifugiato in un bar dal quale il titolare lo avrebbe invitato a uscire, senza chiamare la polizia. Un gesto che interroga la coscienza di tutti. La comunità africana e una rete di associazioni hanno promosso oggi pomeriggio un presidio che si terrà in piazza Fontana, teatro dell'aggressione, alle 17.30, con lo slogan "Taranto non restare in silenzio".

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