Stranieri, operai, famiglie numerose: ecco i volti dei poveri italiani

L'Istat presenta il rapporto relativo al 2025: 2,1 milioni di nuclei in condizione di grave disagio sono il 9,3% della popolazione, quasi la metà vive in affitto
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October 16, 2026
Stranieri, operai, famiglie numerose: ecco i volti dei poveri italiani
In Italia più di un milione e centomila minori vivono in condizione di povertà assoluta
Stranieri, operai, famiglie numerose. La povertà ha il volto di chi abita accanto a noi, magari in una casa in affitto e con un lavoro precario o irregolare. Il rapporto Istat relativo al 2025 arriva alla vigilia della giornata internazionale per il contrasto della povertà (17 ottobre). Al di là dei numeri e delle percentuali racconta di un Paese in affanno, con grandi diseguaglianze e con tanti nuclei che non riescono a condurre una vita dignitosa.

In povertà assoluta 2,1 milioni di famiglie

Il disagio economico stritola 2,1 milioni di famiglie per un totale di 5,4 milioni di individui. L‘incidenza in termini percentuali è dell’8% tra le famiglie e al 9,3% tra gli individui. Il divario tra italiani e stranieri è in questo caso enorme: soltanto il 5,9% dei nuclei composti soltanto da italiani è in condizione di indigenza a fronte di più di un quarto dei nuclei con almeno uno straniero (26,7%) o composti esclusivamente da stranieri (29,4%). Si riduce il divario territoriale tra il Sud (dove il 9,6% delle famiglie è povera) e il resto del Paese. Il Nord-Ovest è la seconda area geografica più colpita mentre il Centro è quella dove si sta meglio (6,3%). Le diseguaglianze legate all’età invece sono ancora elevate: i minori sono i più esposti mentre gli over 65 i più tutelati. La povertà assoluta coinvolge oltre 1 milione 136mila tra bambini e ragazzi (il 12,5%) con un calo dell’1,3% rispetto al 2024 e un miglioramento soprattutto nella fascia 7-13 anni. Le famiglie numerose sono le più fragili: il 16,9% di quelle con tre o più figli è in povertà assoluta. Superiori alla media i valori dell'incidenza per le famiglie monogenitore tra le quali più di una su 10 (11,5%) è in difficoltà.

La classe operaia è a rischio indigenza  

Avere un lavoro non basta per restare fuori dall’emergenza. Colpisce, anche se in calo, il dato sulla classe operaia: il 14,3% pur lavorando risulta in povertà assoluta. Nel complesso soltanto il 7,7% degli occupati è in condizione di difficoltà a fronte di un 20,7% di disoccupati e appena il 5,2% di chi ha già raggiunto la pensione.
A fare la differenza è anche il titolo di studio: non aver conseguito un diploma raddoppia automaticamente il rischio di scivolare nell’area grigia del disagio (11,9% per chi ha licenza media e 12,3% per gli anziani con la licenza elementare).

Vivere in affitto rappresenta un fattore di rischio 

Discorso analogo sulla casa: chi non ne possiede una è fortemente svantaggiato. “I dati Istat ci dicono una cosa chiara: in Italia la povertà assoluta ha sempre più l’indirizzo di una casa in affitto" sottolinea Fabrizo Esposito segretario del Sicet-Cisl chiedendo un ritiro del ddl sugli sfratti e un rilancio delle case popolari.
 Sulla stessa lunghezza d’onda Alleanza contro la povertà in Italia che ha scelto di dedicare proprio alla casa le iniziative per il 17 ottobre. Quasi un milione di famiglie che vivono in affitto è in povertà assoluta: il 20,9% delle famiglie in locazione, contro il 4,5% di quelle che abitano in una casa loro. “La perdita della casa, o anche solo l’aumento di un affitto, è spesso all’origine della caduta in una condizione di povertà assoluta. Perdere la casa significa perdere relazioni, accesso alle cure, continuità nella propria quotidianità e spesso il lavoro.Per questo, lottare contro la povertà significa anche lottare per il diritto alla casa”, commenta il portavoce Antonio Russo.

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