Ilaria e i suoi 1.500 chilometri in bicicletta per sostenere i bambini fragili

Ilaria, 34 anni, pedalerà da Siracusa a Milano per raccontare periferie e minori a rischio: come funziona l’iniziativa di Fondazione Cesvi al via il 26 ottobre
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October 20, 2026
Ilaria Fiorillo, divulgatrice e cicloviaggiatrice / Alberto Giacomo Papagni
Ilaria Fiorillo, divulgatrice e cicloviaggiatrice / Alberto Giacomo Papagni
Mantenere l’equilibrio, faticare in salita e rialzarsi dopo una caduta: prima che un mezzo di trasporto, la bicicletta è una scuola di resilienza e metafora di crescita. Ne ha fatto esperienza la divulgatrice e cicloviaggiatrice Ilaria Fiorillo, conosciuta su Instagram come @ilariainbicicletta, che dal 26 ottobre partirà in sella per il Tour del Sorriso, un’iniziativa di Fondazione Cesvi – raccontata in anteprima ad Avvenire – che punta proprio ad accompagnare i bambini più fragili nel proprio percorso di vita. Da Siracusa a Milano passando per Napoli e Bari, Ilaria, 34 anni, con la sua bici traccerà un percorso che unisce fisicamente e simbolicamente le Case del Sorriso, i centri nei quali Cesvi accoglie in Italia minori e famiglie in condizioni di vulnerabilità offrendo attività educative, supporto psicologico, laboratori creativi e sportivi. «La bicicletta è stata scelta per questa iniziativa anche perché è un simbolo di opportunità: non tutti i bambini, anche se fa strano dirlo, hanno la possibilità di provare a pedalare in uno spazio sicuro», spiega.
L’obiettivo del tour è dare voce alle persone che vivono nei contesti in cui opera Cesvi e trasformare concretamente i 1.500 chilometri tra Siracusa e Milano in opportunità, appunto, raccogliendo almeno 10 euro per ogni chilometro percorso, da devolvere a sostegno delle attività educative e di tutela della fondazione. «Chi sceglierà di sostenere il viaggio sarà idealmente in sella con me, ma ci sarà anche la possibilità di pedalare un tratto di strada insieme per chi vorrà», aggiunge. È possibile partecipare alla sfida solidale che punta a donare almeno 15.000 euro anche sulla pagina di raccolta fondi dedicata. Attraverso Instagram (dove la seguono in 51 mila) Ilaria intanto documenterà tappa per tappa le disuguaglianze del nostro Paese, ma anche cosa può nascere quando qualcuno sceglie di esserci, «attraverso un racconto senza filtri e non edulcorato». «Farò anche strade interne, cercando di attraversare i luoghi con un ritmo lento, talvolta osservando senza essere vista. È un tipo di viaggio che solo la bicicletta ti permette di fare», specifica.
Il tracciato ricalcherà la mappa delle fragilità minorili disegnata dall’Indice sul maltrattamento all’infanzia di Cesvi, attraversando le regioni nelle quali maggiormente i fattori di rischio elevati si combinano con dei servizi di prevenzione e cura sotto la media nazionale. La partenza sarà dalla Casa del Sorriso di Siracusa, situata nel quartiere di periferia Mazzarona. Da lì, anziché seguire i più agevoli itinerari costieri, Ilaria si addentrerà nell’entroterra siciliano fino a Palermo: «È la parte più difficile, ma il simbolo di questo viaggio è entrare dentro i territori e non rimanere in superficie». Imbarcatasi per la Campania, raggiungerà la Casa del Sorriso di Napoli, nel quartiere San Pietro a Patierno, per poi intraprendere una pedalata coast-to-coast fino alla sede di Bari, nel quartiere San Paolo. «Da pugliese che vive a Milano, sono contenta anche di poter vedere “casa” da un altro punto di vista», confessa. Da qui risalirà la costa adriatica verso Milano, in Lombardia, la regione che tra quelle del Nord è fanalino di coda nell’Indice Cesvi. L’arrivo a Milano è previsto nella settimana del 20 novembre, Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Negli stessi giorni, nel capoluogo lombardo verrà inaugurata la quinta Casa del Sorriso italiana della Fondazione. Insomma, una vera impresa che durerà quasi un mese e metterà alla prova – con probabili acquazzoni autunnali, chilometri e salite – anche chi come Ilaria è avezza a pedalare, «ma per la prima volta lo farò per uno scopo così nobile, che avrà un riscontro concreto nelle vite delle persone aiutate da Cesvi. Sento tutto il peso emotivo di questa responsabilità». Per essere più leggera, fisicamente oltre che emotivamente, Ilaria ci confida che sta preparando delle borse solo con l’essenziale: «Appena due completi da ciclismo, un kit tecnico di riparazione per eventuali forature, l’abbigliamento per pioggia e vento e le magliette ufficiali del tour da indossare a ogni tappa».
Accanto alla carica tipica della vigilia di un lungo viaggio e anche se «finché non metto il piede sul pedale non ci credo che percorrerò veramente tutti questi chilometri», Ilaria questa volta sente pure l’agitazione di chi sa che non pedala solo per sé stessa, ma per trasformare ogni chilometro in speranze di un futuro migliore per le famiglie più svantaggiate.

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