Minori e reati, oggi la stretta per decreto. Cosa potrebbe decidere il governo

L'esecutivo intende estendere il fermo preventivo fino a 24 ore. Più poteri a 500 soldati di «Strade Sicure»
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October 20, 2026
Controlli e fermi di Polizia in piazza del Duomo e dintorni a Milano / ANSA
Controlli e fermi di Polizia in piazza del Duomo e dintorni a Milano / ANSA
L’eco dei gravi fatti di Milano continua a scuotere il Paese, in un contesto europeo teso e con la vicina Francia già dilaniata da moti di piazza e prossima allo stato d’emergenza. «Ogni violenza è inaccettabile», avverte da il capo dello Stato, esternando alle forze dell’ordine e ai «quasi 200 feriti» fra Polizia e Carabinieri «la piena solidarietà della comunità nazionale». Il presidente della Repubblica parla da Imperia, dove è in corso la trentanovesima Assemblea delle Province d’Italia. E, nelle stesse ore in cui a Roma il Governo valuta quali misure repressive inserire in un decreto legge da sottoporre oggi al Consiglio dei ministri, mette subito l’accento su uno dei punti nodali della questione: «Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti - argomenta Sergio Mattarella -. Condizione, quest’ultima, che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili». Ciò perché, considera ancora, il servizio ai cittadini passa anche «dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile».

Oggi la stretta per decreto in Consiglio dei ministri

Nel frattempo, nella Capitale, l’esecutivo ragiona su quali misure adottare. Il vertice a Palazzo Chigi convocato dalla presidente del Consiglio inizia poco dopo le 13 e dura circa un’ora e mezza. Vi partecipano, oltre alla premier Giorgia Meloni, i titolari di Interno e Difesa, Matteo Piantedosi e Guido Crosetto, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (in videocollegamento da Milano, dove si è recato a visitare gli esercenti delle vie devastate), i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici delle agenzie di intelligence e di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Secondo quanto trapela, viene svolta un'analisi dei disordini di piazza verificatisi in diverse città nei giorni scorsi: un fenomeno giudicato complesso, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali tutte da decifrare. Nella volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, nel vertice viene ribadita la determinazione dello Stato a dare una risposta ferma, con particolare riguardo al contrasto delle condotte delinquenziali e criminali. Perciò, il Governo approfondirà anche ulteriori misure di prevenzione e contrasto, proposte dalle forze di polizia.

Poteri d’identificazione a 500 militari e fermo ampio

Sul piano legislativo, si valuta un nuovo pacchetto di misure in un decreto legge da sottoporre al Consiglio dei ministri, previsto per stasera. I contenuti sono da ieri al vaglio degli uffici legislativi di Palazzo Chigi e dei dicasteri interessati. Secondo fonti interpellate da Avvenire, nella bozza del decreto potrebbero essere travasate alcune proposte di norme contenute in un disegno di legge sulla sicurezza attualmente al vaglio del Parlamento. Ad esse potrebbero affiancarsi altre misure ritenute urgenti e necessarie. Quali? Si va dal potenziamento dell’operazione «Strade Sicure» (che impiega 6.800 militari nelle città, ma che la Lega preme per portare a 10mila) con l’assegnazione ad almeno 500 soldati del potere di fermare e identificare soggetti sospetti, fino al reato di danneggiamento aggravato, all’arresto obbligatorio per chi compie devastazioni durante una manifestazione (con possibilità di differirlo entro 48 ore, avvalendosi di filmati come prove per identificare il soggetto) e all’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore. Ipotesi avvalorate da una nota dei sottosegretari alla Giustizia e all’Interno, Andrea Ostellari e Nicola Molteni, che rivendicano il pacchetto come una «vittoria della Lega». Mentre il vicepremier forzista Tajani assicura che «il Governo risponderà duramente a questi attacchi contro lo Stato, con misure per fermare i minorenni violenti».

Le opposizioni in attesa e i timori del sindaco Sala

Critiche rispetto ai precedenti decreti sicurezza, le forze di opposizione attendono il nuovo pacchetto. E da Milano, il sindaco dem Giuseppe Sala, dopo aver visitato alcuni negozi devastati, pronostica: «La sensazione è che questi momenti di tensione non siano finiti. Non solo a Milano, ma ovunque». L’incubo della Francia e del coprifuoco aleggia, cupo. E Sala non torna sulla polemica che l’altro ieri lo aveva opposto al ministro Piantedosi (che l’ha definito «radical chic» che non condanna i violenti): «La fase è delicata, c’è molto da fare - si limita a dire -. Non è il tempo di cercare voti».

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