Meloni: manifestare è un diritto, devastare la città no. Ecco le nuove misure del dl sicurezza
La presidente del Consiglio sui social spiega le novità: fermo preventivo anche per i minorenni, nuovo reato di partecipazione violenta ad una manifestazione, nuova regola del “chi rompe paga”. Nuovi 500 agenti a Milano

Un nuovo reato, «partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche», e nuove aggravanti per devastazione e saccheggio. Più l’estensione dell’arresto in flagranza differita e del fermo preventivo anche per i minori. Ma niente poteri di polizia giudiziaria ai militari, anche se i 500 soldati promessi per Milano potrebbero arrivare già oggi e avere regole di ingaggio più adatte alla gestione delle manifestazioni.
L’esecutivo tiene la barra dritta sulla linea securitaria e l’ottavo pacchetto sicurezza dell’era Meloni prende forma lungo la stessa direttrice. Il Consiglio dei ministri straordinario conferma molte delle misure attese, in parte travasate dal ddl sicurezza in Senato. In conferenza stampa vanno il Guardasigilli Carlo Nordio e il titolare dell’Interno Matteo Piantedosi. Ma la premier ruba la scena in un video sui social con cui rivendica il provvedimento. La premessa è che «non c'è idea politica, disagio sociale o opposizione al Governo che possa diventare un alibi per devastare un negozio e portare via la merce», tanto meno l’età. Per questo, spiega, «il fermo preventivo si potrà applicare anche ai minorenni», intesi tra i 14 e i 18 anni. Ed è questa la norma ricalcata dal ddl. Meloni illustra anche il nuovo reato, cucito addosso alle recenti manifestazioni di Torino e Milano, prive di un’organizzazione definita e concordata: «Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo».
Il reato è punito con la reclusione da due a cinque anni, con aumenti di pena nel caso in cui sia commesso da soggetti travisati e quando le violenze e le devastazioni si dirigono contro infrastrutture pubbliche. Mentre la responsabilità di chi organizza i gruppi (anche mediante «strumenti telematici», quindi canali social o di messaggistica istantanea) prevede la reclusione da quattro a dodici anni. Le stesse aggravanti vengono estese anche ai reati già esistenti di danneggiamento, come spiegato da Nordio. Il ministro annuncia anche la possibilità, nel caso di carenza di magistrati per le convalide dei vari provvedimenti in oggetto, di applicare con effetto immediato giudici in servizio nella Corte di appello al Tribunale ordinario.
Le nuove fattispecie prevedono anche multe e ingiunzioni di pagamento e nel caso in cui le condotte siano poste in essere da minori non imputabili, sotto i 14 anni, la possibilità che sanzioni siano applicate ai genitori (o ai tutori legali). La cifra prevista va dai 500 ai mille euro, raddoppiabile in caso di reiterazione. E il prefetto potrà inoltre disporre l’anticipazione del risarcimento dei danni qualora i beni danneggiati appartengano a enti pubblici. Nel caso di beni privati, il soggetto danneggiato potrà ricorrere a un procedimento semplificato. Il principio è semplice, chiarisce Meloni, «chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori».
Completano il quadro la possibilità per il questore di disporre il divieto di radunarsi in luoghi pubblici a persone che abbiano commesso reati nei cinque anni precedenti. E l’estensione del fermo preventivo anche a raduni spontanei in luoghi di afflusso pubblico, quindi non solo in occasione di manifestazioni come previsto finora.
Come detto, i 500 militari promessi per Milano arriveranno. Ma non avranno poteri di polizia giudiziaria. Su questo aspetto Piantedosi nega che lo stop sia arrivato per i rilievi del Colle, come pure riportato da alcune agenzie, ma spiega che oggi presiederà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della città e in quel contesto si troveranno le forme più adeguate per dotare i militari di strumenti più adatti alla gestione di proteste come quelle avvenute nel week end.
Meloni dice di aspettarsi che tutte le forze politiche siano «dalla parte della legalità», ma se con questo intende l’appoggio delle opposizioni è destinata a rimanere delusa. Il dissenso di Pd, M5s e Avs è netto, come pure quello di Più Europa. Mentre Roberto Vannacci prova a superare il Governo a destra, annunciando l’elaborazione «di un dettagliato, multidimensionale e fattibile piano sulla sicurezza, che verrà varato nei prossimi giorni e che rappresenterà il nostro apporto strutturato al problema». Tuttavia l’ex generale non esclude l’appoggio in Parlamento al decreto varato ieri.
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