27 luglio, Oltrepò Pavese: inizia la vendemmia. Il caldo adesso riscrive anche il calendario
Parte la raccolta delle prime uve, con un anticipo senza precedenti recenti. Gli effetti dell'afa accelerano la maturazione dei grappoli e cambiano i tempi della viticoltura: dopo la Lombardia toccherà alla Franciacorta

Mai così presto, almeno nella memoria recente. Il 27 luglio, quando in molte località italiane l'estate deve ancora entrare nel vivo, in Lombardia si raccolgono già i primi grappoli d'uva. Nell'Oltrepò Pavese prende il via oggi una vendemmia anticipata dal caldo eccezionale, con quasi due settimane di anticipo rispetto ai tempi tradizionali. A inaugurare la raccolta è l'azienda vitivinicola «Defilippi I Gessi», a Oliva Gessi (Pavia), dove si iniziano a vendemmiare le varietà destinate alle basi spumante. Una campagna 2026 che si preannuncia particolare, rileva Coldiretti, «non solo per il marcato anticipo dell’attività, ma anche perché le operazioni si protrarranno nell’arco di quasi cinque mesi» a livello generale, considerata la straordinaria biodiversità e ricchezza del vigneto Italia.
Dopo l’Oltrepò la vendemmia scatterà in Franciacorta (nel Bresciano) per poi proseguire fino a interessare tutte le aree vocate a livello regionale: in Lombardia, in base agli ultimi dati, si contano oltre 30mila ettari vitati (con una grande attenzione al biologico), 5 Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), 21 Doc (Denominazione di origine controllata) e 15 Igt (Indicazione geografica tipica), più di 140 milioni potenziali di bottiglie, per oltre il 90% a denominazione, rispetto a una media nazionale del 75%. Un comparto che, in Lombardia, continua a mostrare numeri importanti: l'export nel 2025 ha raggiunto il record storico di 331,5 milioni di euro (+7,1% sul 2024), in netta controtendenza rispetto al calo nazionale (-3,7%) e alle performance delle principali regioni esportatrici. La vitalità del settore si riflette anche sull'occupazione: negli ultimi dieci anni gli addetti sono cresciuti dell'8,2%, con quasi 3.000 imprese vitivinicole attive e circa 6.500 lavoratori stabili, oltre a migliaia di stagionali. «Un avvio di vendemmia così anticipato è sicuramente da considerare un inedito, difficile ricordare una situazione analoga negli anni precedenti – conferma Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia –. Tutte le zone vocate in Lombardia hanno dovuto fare i conti con le bizze del meteo, che a seconda delle aree ha colpito anche con la grandine, ma al momento risulta difficile fare una stima delle conseguenze. Nel complesso, comunque, le premesse sono per una buona annata, con qualità delle uve ideali per ottenere vini equilibrati». Anche nel Bresciano la vendemmia fa i conti con il grande caldo. Fare previsioni è ancora prematuro, viste le incertezze climatiche, ma tra i filari si respira già un clima di grande attesa in vista di una raccolta che, secondo le stime di Coldiretti Brescia, potrebbe coinvolgere fino a 4.500 addetti stagionali, distribuiti tra agosto e fine settembre soprattutto in Franciacorta, che come sempre sarà la prima zona a partire, e nell'area Lugana-Valtènesi. La maggior parte dei lavoratori proviene dalla Romania, seguita da Pakistan, Bangladesh e da altri Paesi africani e dell'Est Europa. Anche per loro dovranno essere applicate le misure previste dall'ordinanza regionale per i giorni a rischio «caldo alto».
«Premesso che è ancora presto per delineare un quadro preciso, credo che alla fine i primi grappoli verranno tagliati intorno alla prima decade di agosto – anticipa il presidente del Consorzio Franciacorta, Emanuele Rabotti –. A fare la differenza saranno soprattutto le condizioni meteo delle prossime settimane, ma alla fine rientreremo in tempistiche che appartengono ormai alla nuova normalità imposta dai cambiamenti climatici». Al netto di fenomeni temporaleschi violenti o eventi estremi, «che speriamo di scongiurare, mi spingo a dire che questa potrebbe anche essere un'annata molto interessante», conclude Rabotti.
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