Zuppi: sovraffollamento in carcere, non si può continuare a ragionare in termini emergenziali

Il presidente della Cei: l'idea per cui se una persona soffre allora giustizia è fatta, è molto pericolosa
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June 30, 2026
«Il sovraffollamento delle carceri non può più essere considerato un'emergenza. Non possiamo continuare a ragionare in termini emergenziali. Serve una programmazione stabile e una visione di lungo periodo». Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, intervenendo a un seminario promosso nel capoluogo emiliano.
Il presidente della Cei ha invitato a superare una concezione della pena fondata esclusivamente sulla sofferenza. «C'è l'idea che se una persona soffre allora la giustizia è stata fatta. È una premessa molto pericolosa» ha affermato, sottolineando come la pena debba mantenere una finalità educativa e di recupero della persona. Per Zuppi occorre investire con maggiore decisione nelle misure alternative alla detenzione e nei percorsi di reinserimento sociale. «Dobbiamo mettere risorse sull'accoglienza, sugli educatori, sugli operatori e sugli psichiatri - ha detto -. Se mancano le figure necessarie per costruire progetti individuali, il carcere rischia di trasformarsi in un semplice contenimento delle persone». 

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