Scienza, medicina e umanità: l’alleanza che serve per “ritrovare” la vita
Fertilità e infertilità al centro del Congresso in Università Cattolica a Roma per annunciare il valore di un tesoro che definisce lo “splendore dell’umanità”. Le voci di Zuppi, Giuliodori e Beccalli

Saper «custodire, proteggere e curare la vita, a partire dalla fertilità», è un compito che riguarda tutti. Soprattutto, «in un frangente in cui l’umanità spaventa e la scienza può produrre disumanità terribili a cui, nella distruzione causata da guerre e tecnologie rovinose, non potremo mai abituarci». Il cardinale Matteo Zuppi, ieri mattina, durante l’omelia nella chiesa centrale dell’Università Cattolica di Roma, lo ribadisce con fermezza: «In un’attualità in cui, con tanta leggerezza, viene calpestato il diritto alla vita», il rischio è che non si faccia più caso all’orrore della violenza e della distruzione. Non a caso, prima della Messa in apertura del congresso internazionale, in occasione del 25° della Fondazione Isi-Paolo VI e del 50° del Centro per la Regolazione Naturale della Fertilità, l’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana aveva fatto visita al centro Villetta della Misericordia nel Campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dove vengono ospitati fino a venti persone, uomini e donne, italiani o stranieri, senza dimora.
«State attenti a tutto ciò che spegne la bellezza della vita che non è l’apparenza – ha detto Zuppi nell’omelia – non curando l’animo e non trasmettendo nulla se non l’esibizione di sé, siamo la generazione più narcisistica di sempre». La strada per dare valore alla vita è alla portata di tutti. «La Parola di Dio – ha rimarcato - ci mette in guardia invece dall’apparenza e ci invita a combattere il male che rovina l’esistenza, affinché la vita sia piena di uno splendore che diventa intelligenza, difesa della vita stessa dal concepimento alla fine. Quello splendore che trasforma le difficoltà: quando lo splendore è il mistero della vita che cresce, quando si rivela anche nella fragilità e nella debolezza, allora lo splendore umano si rivela tutto. E nell’umano vediamo il divino». Come continuano a fare impegnandosi senza sosta e quasi andando controcorrente i ricercatori dell’Isi.
Il centro, infatti, ha spiegato Claudio Giuliodori, presidente dell’Isi-Paolo VI e assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, «ha il compito di accompagnare le coppie in un percorso assistenziale in grado di rimuovere le cause dell’infertilità e dare risposte alle coppie alla luce delle acquisizioni scientifiche più avanzate e coerenti con gli insegnamenti della morale cattolica». Coinvolgendo esperti di alto livello. «Il supporto necessario per la ricerca più avanzata e un approccio interdisciplinare che coinvolge numerosi specialisti», consente di «fare diagnosi molto accurate e approfondite con la reale possibilità, ormai ampiamente documentata, di dare risposte concrete per la rimozione delle cause dell’infertilità». E i dati confermano il valore del percorso terapeutico adottato. «I risultati ottenuti, anche in termini di gravidanze – ha sottolineato Giuliodori – superano in percentuale anche quelli dichiarati dai Centri per la Pma. Inoltre, questo approccio consente di individuare e curare diverse patologie che sono all’origine della sterilità. In tutto il percorso, viene prestata una particolare attenzione alle dinamiche della coppia, anche con eventuali supporti psicologici, al fine di garantire il massimo sostegno a ciascuna persona e alla coppia-famiglia nel suo insieme». Per riuscirci, però, occorre puntare sulla corretta informazione, oltre che sulla prevenzione. «I dati Istat sono impietosi e ci dicono che nel nostro Paese stiamo assistendo ad un calo vertiginoso dei matrimoni religiosi e civili a favore di convivenze più o meno stabili, che ormai da anni abbiamo il triste primato della denatalità con una crisi demografica che ha grosse ricadute su tutta la vita sociale: dalla vita familiare alla realtà scolastica, dal sistema economico all’organizzazione dell’assistenza fino alla sostenibilità previdenziale – ha ricordato il presidente dell’Isi –. Sono fenomeni che accomunano l’Occidente ma trovano in Italia manifestazioni più accentuate e pervasive. Hanno cause profonde radicate nelle tendenze culturali che scaturiscono da vere e proprie trasformazioni antropologiche di stampo marcatamente individualista, rafforzate da orientamenti e scelte politiche operate negli ultimi decenni che hanno indebolito il valore umano e sociale del matrimonio e dei legami familiari mentre è stato trascurato il sostegno alla famiglia e alla genitorialità».
Alle istituzioni e alle realtà accademiche il compito di fare chiarezza. «Da parte nostra – ha rimarcato Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica – non possiamo dimenticare l’importanza dell’educazione, della prevenzione e della corretta informazione, anche nell’ambito della custodia della fertilità e della cura dell’infertilità. In tal senso, il dialogo tra medicina, ricerca scientifica e istituzioni assume un’importanza rilevante».
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