Uccisi a Roma padre, madre e figlioletta
di Redazione
Non sarebbe in pericolo di vita il secondo figlio della coppia uccisa, ieri alle 22.30 in un'abitazione al civico 35 di via Montiglio, in zona Pineta Sacchetti
Orrore a Casalotti, periferia ovest di Roma: una famiglia di origine bengalese è stata sterminata venerdì sera a colpi di mannaia in un appartamento. Le vittime sono un uomo di 39 anni, la moglie 38enne e la loro figlia di otto anni. Ferito l'altro figlio 20enne, unico sopravvissuto e ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il presunto autore sarebbe un uomo anche lui originario del Bangladesh ora ricercato dalla polizia, che in passato avrebbe molestato la donna. L'ipotesi al vaglio è che abbia agito in più fasi, uccidendo inizialmente madre e figlia e aggredendo successivamente il marito e il figlio al loro rientro in casa. Il 20enne è stato poi soccorso all'ingresso dello stabile, insanguinato.
A dare l'allarme alcuni vicini attirati dalle urla che provenivano dall'abitazione al primo piano del palazzo. L'allarme è stato dato dai vicini, che hanno riferito di aver sentito urla provenire dall'abitazione e di aver visto una persona fuggire. La Squadra Mobile e la Polizia Scientifica hanno sequestrato la mannaia trovata nell'appartamento. Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, dopo il sopralluogo effettuato nella casa di via Montiglio dal pm di turno, ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni. Sono in corso accertamenti della polizia, con l'analisi delle telecamere di sorveglianza e dei telefoni cellulari delle vittime per ricostruire gli ultimi contatti. Le ricerche del sospettato proseguono anche con l'impiego di droni nelle aree limitrofe.
Il quartiere Casalotti piange Kamal Uddin. Molti lo ricordano per l'attività che svolgeva all'esterno di un supermercato dove aiutava i clienti a imbustare i prodotti e trasportare la spesa. Per tutti era "Kamal del supermercato" e sono in tanti, anche sui social, a chiedere ora di mobilitarsi con una raccolta fondi per aiutare suo figlio, che è ferito ma sopravvissuto. Una campagna è già attiva ed è stata lanciata sul portale Gofundme dal gruppo Facebook "Sei di Casalotti se…". «Molti di noi hanno conosciuto il bravo ragazzo che aveva cresciuto e fatto studiare, è giusto aiutarlo», scrive un utente. «Perché oggi non mi ha portato il caffè?», dice invece con amara ironia il titolare di un negozio di ortopedia sanitaria. «Mi portava il caffè tre volte al giorno, era di una gentilezza estrema. Io sono l'ultimo arrivato nel quartiere, lui invece era qui da 15 anni e tutti lo conoscevano. Il figlio mi aiutava facendo qualche consegna per me», racconta. E poi aggiunge: «La moglie e la figlia piccola avevano raggiunto l'Italia da poco, meno di un anno. Kamal aveva fatto tanti sacrifici per riunire la famiglia, è una tragedia».
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