Sorelline scomparse: indagati i responsabili della casa famiglia
di Redazione
Nessuna traccia di Alisya e Sarah, che mancano all'appello ormai da 8 giorni. Le ricerche anche nel lago vicino alla struttura dove si trovavano
Ancora nessuna traccia di Alisya e Sarah, 12 e 16 anni, le due sorelle di Minturno (Latina) scomparse dalla casa famiglia Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila. Il dispositivo di ricerca non si è mai fermato. Anzi, nelle ultime ore si è ulteriormente esteso, trasformando l'intera area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in un grande perimetro operativo. In campo vigili del fuoco, protezione civile e volontari, impegnati in una battuta continua tra boschi, sentieri impervi e zone difficilmente accessibili. L'attività si concentra attorno alla struttura ma si estende oltre i confini di Civitella Alfedena. Le squadre stanno battendo Villetta Barrea, Barrea, Opi e Villalago, fino alla zona di Passo Godi, nel territorio di Scanno. Ogni zona viene ripercorsa più volte, con turnazioni continue e verifiche incrociate. Tra i punti considerati più sensibili c'è il lago di Barrea, raggiungibile anche tramite sentieri secondari dalla casa famiglia. Qui il nucleo subacqueo dei vigili del fuoco di Teramo ha effettuato diverse ricognizioni. Le attenzioni si concentrano in particolare nelle aree in prossimità dei due ponti, zone difficili da monitorare anche con l'aiuto dei droni. Proseguono i controlli su ruderi, edifici abbandonati, abitazioni chiuse e grotte naturali. Alle operazioni partecipa anche «Italo», cane molecolare della Protezione civile di Tagliacozzo, (L'Aquila) che ha sempre fiutato un percorso verso la montagna. Nelle prossime ore è attesa una nuova fase operativa con l'arrivo di ulteriori unità cinofile e un rafforzamento del coordinamento interforze, con carabinieri e squadre specializzate impegnate su più fronti.
La Procura di Sulmona ha aperto un'indagine per sottrazione di minori contro ignoti e, ieri, un ulteriore fascicolo per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della struttura. Anche il Tribunale per i minorenni dell'Aquila segue il caso. I carabinieri di Castel di Sangro hanno effettuato nuovi sopralluoghi nella comunità. La stanza delle due sorelle è stata posta sotto sequestro. Gli inquirenti stanno analizzando i telefoni utilizzati dagli ospiti della struttura, compresi quelli a disposizione di Alisya e Sarah. Dalle chat emergerebbero elementi ritenuti di interesse investigativo, ora al vaglio degli investigatori per ricostruire contatti, movimenti e possibili interlocuzioni nelle ore precedenti alla scomparsa. Un altro filone riguarda le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali posizionate ai due ingressi del paese. Alcuni veicoli sarebbero transitati in prossimità della struttura in una fascia oraria ritenuta compatibile con il momento della scomparsa, tra le 2 e le 6. Elementi che vengono incrociati con altri riscontri tecnici. I carabinieri hanno ascoltato più volte il fidanzato di Alisya, un 18enne di origine egiziana. I due si sono conosciuti all'interno della casa protetta. Dopo aver raggiunto la maggiore età, il giovane si e' trasferito a vivere in un altro paese, dove lavora, ma la relazione sarebbe proseguita. Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo alcuni presunti rapporti personali e familiari emersi dalle audizioni, compresi quelli con la madre delle due minori, di 39 anni, e con alcuni parenti. I responsabili della comunita', quando hanno scoperto che le due ragazzine non erano nella loro stanza, avrebbero prima chiamato il giovane per chiedere dove fosse Alisya. Gli investigatori mantengono aperto ogni scenario. Dall'allontanamento volontario, al sequestro, al rapimento, senza escludere altre possibilita' ancora al vaglio. Una segnalazione avrebbe individuato le ragazze alla stazione di Avezzano. Altre a Frosinone e a Napoli. Tutte senza riscontro. Ieri i legali Giuseppe Damici ed Enrico Mastantuono, che tutelano la madre delle ragazze, chiedono che «venga fatta piena chiarezza su ogni profilo rilevante: sugli orari effettivi dell'allontanamento, sulle modalità con cui le minori sarebbero uscite dalla struttura, sui controlli interni, sui turni di presenza, sui tempi dell'allarme, sulle comunicazioni effettuate, sui rapporti con i servizi sociali, il tutore, la struttura e le autorità, su ogni eventuale carenza organizzativa, materiale o informativa che possa avere inciso sulla tempestivita' delle ricerche».
Con il passare delle ore senza sviluppi né indizi utili a rintracciarle, l'attenzione si concentra sempre più sulle vicende familiari che negli anni hanno portato le due ragazze nel circuito delle case famiglia. La responsabilità genitoriale sarebbe stata revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio a causa di «conflittualità», come spiega l'avvocato della mamma, ma poi restituita solo al papà poco più di due settimane fa. Un elemento che potrebbe essere dirimente anche nel prosieguo delle indagini condotte dai carabinieri su incarico della Procura di Sulmona che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori. «L'assistente sociale descrive la mamma come manipolativa. Il padre sosteneva che la madre gli impedisse di vedere le figlie, mentre la madre ribatteva che erano le ragazze a non volerlo incontrare», spiega Enrico Mastantuono, l'avvocato di Valentina D'Acunto, la madre delle due giovani. Secondo la ricostruzione fornita dal legale, la madre avrebbe visitato regolarmente le figlie nella struttura protetta abruzzese. L'ultimo incontro risalirebbe al 17 maggio, mentre «le ragazze non avrebbero mai voluto vedere il padre». «Eppure a me risulta - ribatte Alessia Natali, presidente dell'associazione Penelope Abruzzo e Molise - che l'ultima volta le ragazze si siano sentite con il padre il 22 maggio, su richiesta di Alisya». Le ore di attesa intanto sono diventate giorni. La stanza delle due ragazze a Civitella Alfedena è stata posta sotto sequestro. Effettuate anche perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni, mentre si susseguono appelli e ricostruzioni. Tra questi, quello della madre. «Tornate, tutto si sistema insieme», dice in un audio rotto dal pianto affidato al suo avvocato. Nel frattempo, i presunti avvistamenti segnalati nei giorni scorsi sono stati rapidamente smentiti dagli investigatori. Sotto la lente anche la struttura dalla quale le due ragazze si sono allontanate, appunto: una finestra rotta e priva di inferriate, l'assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza e, secondo quanto riferito dalla madre, la mancata comunicazione immediata della scomparsa. «L'ha saputo da un militare che, presentatosi alla sua porta, le ha chiesto se le sue figlie fossero lì, lasciandola attonita», riferisce ancora il legale senza nascondere il disappunto sulla gestione delle due minorenni.
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