La supplica dell’Armonauta

A Maria, Madre di Dio e Madre Nostra
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August 11, 2026
La supplica dell’Armonauta
Tra qualche giorno celebreremo la solennità di Maria Assunta in Cielo. Per molti sarà solo Ferragosto. Le antiche Feriae Augusti. Un giorno di festa. Un giorno di riposo. In realtà è molto di più, per chi crede. Molto di più. Un giorno santo. Un giorno di particolare grazia. Il giorno nel quale l’Eternità ha spalancato le sue porte per accogliere nel suo grembo la più perfetta tra le umane creature. In corpo e anima. La tradizione della Chiesa ci insegna, infatti, che un corpo umano – un corpo di donna segnato dagli anni e dalla fatica – è già oltre la morte. Non l’idea di un corpo. Non la sua copia, il suo doppio, la sua simulazione o la sua astrazione. Ma il corpo. Il corpo fisicamente tangibile. Il corpo in carne e ossa. Il corpo umano trasformato dalla potenza dell’Altissimo in corpo spirituale, incorruttibile, glorioso, immortale. Il suo corpo, non un altro.
In questo giorno santo, dunque, Cielo e Terra sono fisicamente collegati. Le cataratte del Cielo sono spalancate. Per accogliere ogni preghiera innalzata con fede e cuore puro. Così come accolsero il corpo della Vergine Maria. Immensità del mistero. Sul quale, purtroppo, ci soffermiamo troppo raramente a riflettere. Ogni buon Armonauta, tuttavia, lo sa. È giusto che lo sappia e che lo ricordi. Sarebbe un peccato sprecare questa occasione.
Per questo vogliamo fermarci un momento, sospendere il flusso dei pensieri e dei problemi della vita, per contemplare il grande mistero della Madre di Dio e Madre Nostra e innalzare a Lei la nostra umile supplica. Ma poiché il nostro cuore, ancora bambino, affannato e impastato dalle cose della terra, non è stato definitivamente rapito nel Suo cuore (e di questo ci dogliamo profondamente, mentre rimane costante e sincero il desiderio di essere affrancati da questa condizione), per rivolgerci a Lei vogliamo fare nostre le parole di un uomo innamorato della Madre di Dio, il cui cuore è stato da tempo interamente rapito dal cuore della Madre Nostra e dal suo Mistero. Che le parole di quest’uomo innamorato dalla Madre di Dio diventino la contemplazione e la supplica di ogni Armonauta:
“La solennità della Vergine Maria, assunta in cielo in corpo e anima, è un giorno in cui il nostro pensiero deve stare nel Cielo, accovacciato ai piedi della Madre nostra nello splendore della sua gloria e porsi in santa contemplazione. Chi contempla la Vergine Maria, chi ammira la sua bellezza, chi scruta e scopre ciò che Dio realmente ha fatto di Lei, cambierà ogni pensiero su Dio, su Cristo Gesù, sullo Spirito Santo, sulla Chiesa, sui suoi riti e celebrazioni, sui suoi sacramenti. Cambierà pensiero non solo sull’umanità, ma anche sul tempo e sull’eternità, sulla Storia e sulle sue vicende, sul Paradiso e sul suo contrario. Perché vedrà ogni cosa dal mistero purissimo della Madre di Dio. Vedrà ogni cosa con i suoi occhi e il suo cuore. Scrutare l’amore del Padre, la grazia del Figlio, la comunione dello Spirito Santo con il cuore della Madre di Dio, leggere in essi con i suoi occhi, vedere ogni cosa con il suo spirito, è scoprire gli abissi della carità del Padre, l’onnipotenza redentrice e salvatrice della grazia di Gesù Signore, la forza trasformatrice, unificatrice, elevatrice e rinnovatrice dello Spirito del Signore. Per il cuore e la mente della Vergine Maria si entra in pienezza nella verità di Dio.
Se però la Vergine Maria non diviene, perché da noi non scelta, non voluta, non desiderata come nostro cuore, nostri occhi, nostro pensiero, nostro desiderio, nostra aspirazione di sapienza e di intelligenza, Dio rimarrà sempre un mistero inaccessibile. Perché all’uomo non è data altra via per raggiungere il cuore di Cristo, eterna verità, se non per mezzo del cuore della Madre sua. Infatti, sono tutti senza il vero Cristo coloro che, per stoltezza, si sono privati del cuore di Lei. Lo spirito del male sa che la sua vera nemica è la Madre di Gesù. Se lui riesce ad allontanare un cuore dalla Madre di Dio, se lo priva di Lei, per lui tutto diviene più facile. Non ci sono ostacoli alla conquista del mondo. L’unico baluardo è la Madre celeste. Tolta Essa dai cuori, questi crolleranno. Si dissolveranno più che le mura di Gerico. Lui potrà governare indisturbato il mondo, come attualmente sta facendo. Il cristiano è senza la Madre. Nel giorno santo dell’Assunzione, dunque, noi contempliamo una Donna vestita di sole, con dodici stelle che le fanno da corona e con la luna sotto i suoi piedi. Il sole è Dio. Dio avvolge Maria di se stesso. La rende partecipe della natura divina in modo unico, singolare, particolare, speciale. Nessuna creatura mai ha ricevuto e mai riceverà una partecipazione così alta, eccelsa, elevata. Chi vede Maria è quasi come se vedesse Dio, tanto stupenda e meravigliosa è la sua luce. Maria non si esalta. Lei loda e ringrazia, benedice ed esalta il suo Signore. Lei non si è fatta. È tutta e interamente opera del Padre, per il Figlio, nello Spirito Santo. È questa la vera grandezza della Madre celeste: la sua umiltà. Lei sa che niente viene da Lei. Tutto invece viene da Dio e canta per Lui il suo cantico eterno di lode. 
La sua umiltà dovrebbe essere la nostra umiltà. Da Lei dovremmo impararla. Per mezzo di Lei dovremmo ottenerla. Per confessare che tutto è un dono di Dio. Tutto è un dono di Dio speciale, assai speciale. È un dono di Dio ricevuto per essere donato totalmente, interamente, senza nulla trattenere per noi. Maria, dono purissimo di Dio, tutta si è data a Dio nel suo corpo, nella sua anima, nel suo spirito, nella sua volontà, nei suoi desideri. Per il suo Dio si è immolata sul Golgota, divenendo martire nell’anima. Le dodici stelle raffigurano tutte le altre luci del Cielo. Dio ha disposto che ogni luce angelica o umana, cioè dei santi, facesse da corona alla Madre sua. Ha voluto che, come Lui con la sua luce eterna ha adornato la Madre del suo Eterno Figlio, così ogni altro beato del Paradiso, angelo o uomo, sia luce che adorna la Vergine Maria. Nulla deve mancare in gloria, in luce, in bellezza alla Madre sua. Lei deve occupare il primo posto nel cielo. Dio vuole che essa risplenda adornata di tutta la sua luce e di quella di tutti i beati del suo Cielo. Nonostante questa sublime gloria, la Vergine Maria è rimasta e si è fatta ancora più umile. Nella sua umiltà si è come nascosta, inabissata.
Le stelle che le fanno corona sono anche le Chiese del Figlio suo sparse per tutta la terra. Per essere luci luminose e splendenti, esse hanno bisogno di vera, grande, quotidiana purificazione. Anche la luna è sotto i suoi piedi. La luna è mutevolezza, imperfezione. Maria, invece, è la perfezione. La più pura e la più vera. In Lei nessuna macchia. Lei è tutta santa e splendente. Neanche la morte, che ha potere su tutta l’umanità, ha avuto potere sulla Madre di Dio. Maria dalla morte è stata preservata. Dio non ha permesso che la Madre sua fosse, anche per un solo istante, prigioniera di essa. Il Padre in Maria, liberandola dalla morte, ha voluto manifestare quanto grande e onnipotente è il suo amore. Il Figlio attraverso di Lei ha voluto rivelare quanto è redentrice e salvatrice la sua grazia. Lo Spirito Santo ha voluto mostrare ad ogni uomo dove giunge la sua santificazione per le anime che si lasciano amare da Dio. La Vergine Maria è la Donna più amata da Dio. È il suo capolavoro. È la completezza della sua creazione. È la bellezza che racchiude ogni bellezza. Maria non doveva essere neanche sfiorata dalla morte. 
Nel giorno solennissimo dell’Assunzione, la Vergine Maria rivela nella pienezza della verità ciò che avrebbe dovuto essere l’umanità senza peccato: una fonte dalla quale sempre sarebbe sgorgato lo Spirito Santo per unire gli uomini tra di loro e con Dio. Questo purtroppo non è stato possibile a causa del peccato e gli uomini si sono trasformati in diffusori dello spirito del male, spirito che divide gli uomini dagli uomini e gli uomini da Dio. Maria entra nella casa di Elisabetta e il suo saluto diviene portatore dello Spirito Santo. La sua voce colma dello Spirito di Dio penetra nel cuore di Elisabetta e nel suo seno. Elisabetta all’istante viene illuminata sul mistero di Maria, il bambino viene ricolmato dello Spirito del Signore. Potenza dell’umanità nuova che traspira di Spirito Santo, umanità nuova che è alito di Spirito Santo. Elisabetta proclama Maria grande perché ha obbedito, ha ascoltato. Maria invece si proclama grande non perché ha ascoltato, ma perché il Signore ha visto la sua umiltà, cioè la sua verginità dello spirito e il suo desiderio di essere sola umile serva del suo Creatore e Signore. Mettendosi tutta nelle mani del suo Dio, annientandosi di se stessa, Dio ha potuto fare per Lei grandi cose. Non è facile entrare nel mistero della Vergine Maria. Bisognerebbe vestirsi del suo cuore, indossare la sua anima, ricolmarsi di ogni suo desiderio. Ma soprattutto occorrerebbe divenire anche noi vergini per il nostro Dio, spogliati di noi stessi, di ogni nostro desiderio e volontà, per appartenere interamente al nostro Dio e Signore. Senza una quotidiana immersione negli abissi della Madre di Dio, poco si comprende e poco si percepisce di Lei.
Misera è quella comunità cristiana che per esaltare Cristo toglie gloria alla Madre sua. Questa comunità non sa che Cristo veste Maria della sua gloria. Cristo non toglie alla Madre. Dona tutto se stesso a Lei. Tutta la Chiesa Lui ha posto nelle mani della Madre sua. Tutto il Cielo è affidato al suo governo di Madre. Povera è ogni anima che si vergogna di esaltare la Madre celeste. Quest’anima è spiritualmente e teologicamente misera. Nulla ha compreso di Dio. Senza vita è quella comunità che toglie Maria dal suo seno. Come Dio per dare la vita al Figlio suo ha creato Maria, così sempre crea la Madre sua in ogni cuore che vuole generare alla vita soprannaturale qualche anima. Dove Maria non regna, neanche la vita regna, perché nessuna anima verrà generata a Dio se non per mezzo di Lei. Lei è la Madre attraverso la quale Dio ha stabilito che ogni anima venga generata a vita nuova, divina, spirituale, cristica. Ecco ora cosa è giusto che l’assunzione in cielo della nostra Madre ci insegni: l’uomo, ogni uomo, deve avere un solo desiderio nel cuore: raggiungere la luce eterna, contemplare la gloria di Dio, abitare nella sua casa, dimorando in Dio, immerso in Lui.
Se questa è la realtà meravigliosa e stupenda, che supera ogni immaginazione, fantasia, pensiero, riflessione, perché noi tutti abbiamo perso il desiderio di conquistare ciò che dura per l’eternità e ci siamo lasciati sommergere dalle cose caduche di questa terra che oggi ci sono e domani spariranno? Perché abbiamo abbandonato ciò che è prezioso e ci siamo dedicati corpo, anima, mente, desideri, pensieri, opere, omissioni a tutto ciò che è vile, a ciò che non ha valore, che non dura, che è senza alcuna consistenza? Perché noi sciupiamo vanamente la nostra vita dedicandola tutta al tempo e quasi per nulla alla “costruzione” della nostra eternità? Ecco la risposta: non crediamo che la nostra eternità vada costruita. Il cristiano oggi corre il rischio di vivere di una perenne illusione, che è la matrice e la fonte di ogni scandalo, nefandezza, iniquità, malvagità, oscurantismo morale, stupidità intellettiva e razionale, di ogni empietà, idolatria e irreligione, calunnia e menzogna, falsità e immersione nei vizi. Questa perenne illusione afferma che la vita eterna è già data e che tutti la gusteremo. Coltivatori di essa sono una schiera innumerevole di falsi profeti e falsi maestri. Ecco perché noi a Lei in questo solennissimo giorno vogliamo innalzare la nostra umile supplica. Vergine Maria, Regina dei profeti, oggi il mondo è sotto il governo della falsa profezia. Suscita per la nostra salvezza dei veri profeti e ottieni per essi la pienezza dello Spirito Santo, perché portino sulla nostra terra la purissima verità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo dalla quale è la verità di ogni uomo. 
Vergine Maria, Regina degli Apostoli, dona ai Vicari del Figlio tuo e a tutti i ministri della grazia e della verità, il coraggio e la forza di annunciare sempre il Vangelo nella sua purezza e integrità. Aiutali ad essere sempre luce della Chiesa e del mondo. Se la loro luce si spegne, le tenebre avvolgeranno anche gli astri del cielo. Vergine Maria, Regina dei Martiri, dona a ogni uomo che si dice cristiano, la forza, il coraggio, la fermezza e la costanza di essere verità di Cristo in mezzo ai suoi fratelli. Essere discepoli di Gesù non è una maschera che si indossa a tempo. È invece il nostro sangue, la nostra carne, la nostra anima, il nostro spirito.
Vergine Maria, Regina della famiglia, fa’ che ogni famiglia si riappropri del fine per cui è stata fatta da Dio con la stessa creazione dell’uomo. Fa’ che il mondo intero sappia che Dio non ha creato un maschio e una femmina. Ha creato la famiglia. Ha creato l’uomo che è maschio e femmina per essere procreatore della vita.
Vergine Maria, Madre della Chiesa, tu sai che oggi i discepoli del Figlio tuo e i tuoi figli sono sotto l’assedio del male. Tu sai che molti già sono divenuti sua bocca e suo cuore. Vieni e rinchiudi negli abissi più profondi delle tenebre eterne il principe del male. Vergine Maria, Donna Vestita di Sole, Splendore del Cielo e della terra, del tempo e dell’eternità, vestici di te, perché, come te, possiamo essere umili per il nostro Dio. Angeli e Santi, venite in nostro soccorso e liberateci da ogni stoltezza e insipienza. Tu, Maria, sei Madre della vita.
Ancora una grazia ti chiediamo, Madre ricca di misericordia e di pietà. Se tu vieni, vedrai che la scienza si è dichiarata onnipotente e si è fatta il nuovo Dio dell’uomo. Vedrai che la politica usa l’uomo, anziché servirlo, e lo usa con ogni legge di falsità e di menzogna. Vedrai i grandi mali generati dal cosiddetto “progresso civile” che avanza. Vedrai che i giovani sono carenti del vero amore perché mai sono stati nutriti con esso. Vedrai una società confusa, smarrita, disorientata, senza meta, persa nei suoi vizi e nelle sue infinite vanità. Vedrai che siamo schiavi di ogni falsità e menzogna. Vedrai che al posto della luce regnano le tenebre, al posto della giustizia l’ingiustizia, al posto della verità la falsità, al posto di Dio, del vero Dio, l’uomo. Vedrai i nostri innumerevoli idoli dinanzi ai quali ci prostriamo in adorazione. Vedrai che il nostro universale Vangelo sono i social, infernale pulpito dal quale si può gridare ogni calunnia e manifestare ogni odio come verità e amore per i fratelli. Vedrai anche i figli della tua Chiesa impantanati nel fango della grande idolatria e immoralità. Se tu verrai, vedrai che le nostre parole non sono un’esagerazione. Sono un milionesimo della tristissima confusione morale, spirituale, antropologica, teologica dei nostri giorni. Ecco allora la nostra supplica, Madre santa: vieni e acceca questo mondo come un giorno fu accecato Saulo sulla via di Damasco. Non abbiamo altra salvezza. Solo tu sei la nostra luce, Madre di Dio. Che, per la tua luce, il Padre nostro illumini il mondo intero. Grazie, Madre Assunta in cielo”.  
Fin qui le parole di chi ha lasciato che il proprio cuore fosse interamente rapito dal cuore e nel cuore della Madre di Dio. Noi invece balbettiamo. Con le labbra, con lo spirito e con la mente. Noi restiamo un passo indietro. Sulla soglia del Mistero. Ancora distanti, purtroppo. Ma desiderosi d’esser conquistati. Siamo ancora in cammino. Talvolta confusi. Altre volte smarriti. Ma ogni buon Armonauta sa bene a quale stella guardare per ritrovare la rotta perduta. Ave maris stella, cantava un inno antichissimo, quando il mare era ancora un abisso e ogni partenza un atto di fede. Anche Bernardo di Chiaravalle ci esorta in tal senso: se insorgono i venti della tentazione, se si avvicinano gli scogli della tribolazione, guarda la stella, invoca Maria. Respice stellam, voca Mariam.
Per questo la supplica dell’Armonauta non è una fuga dal mondo. Né una bigotta professione di fede. Confido che non venga accolta come tale. Essa è, invece, un atto di profonda umiltà e di sublime dolcezza spirituale. Il gesto più concreto e più vero che ciascuno di noi può compiere. Ovvero: chiedere un cuore per amare il vero amore; chiedere occhi per vedere l’invisibile; chiedere di essere accecati come Saulo, per tornare finalmente a vedere; chiedere che la scienza ritrovi la sapienza, la tecnica il fine, il potere il limite, l’uomo vecchio l’Uomo nuovo; chiedere che la Storia recuperi la sua saggezza; chiedere che l’Umanità riscopra la propria verità. Nel giorno di Maria Assunta in Cielo, allora, non lasciamo che il rumore del Mondo soffochi la melodia del Paradiso.
Per una volta, lasciamoci rapire dall’eterno. Per un giorno. Per un solo giorno, almeno. Alziamo lo sguardo. Può cambiare la nostra vita. Cielo e Terra si toccano davvero, fino a essere un’unica cosa.

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