La protesta degli studenti a Firenze: «I carabinieri ci hanno puntato le pistole in faccia»

La denuncia arriva dall'istituto Agrario di Firenze
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November 6, 2026
È un caso a Firenze la tentata occupazione dell'Istituto agrario alle Cascine, fallita la notte tra il 2 e il 3 novembre per l'arrivo delle forze dell'ordine, che erano state allertate dalla vigilanza privata per l'attivazione dell'allarme antifurto intorno alle 3. La prima informazione che il 112 ha girato alla pattuglia dei militari è che dalle telecamere si vedevano quattro incappucciati che forzavano uno degli ingressi dell'istituto. E c'era anche del fumo - poi si è capito che erano fumogeni - che usciva dalle finestre e per questo sono stati chiamati anche i vigili del fuoco. Ma è sulle modalità di accesso alla scuola che si è scatenata la polemica: «I carabinieri sono entrati con le pistole puntate contro la nostra faccia» denunciano oggi gli studenti.
«"Abbiamo evitato di provocare danni nella fase di ingresso, vista una finestra aperta dimenticata dai collaboratori scolastici al secondo edificio - ricostruiscono i ragazzi del collettivo studentesco Agraria - Abbiamo attaccato lo striscione con scritto “Agrario occupato” per certificare che si trattava di un'occupazione. Inoltre abbiamo chiuso tutti i cancelli per evitare l'eventuale incursione di persone esterne». Invece i militari, dicono ancora i ragazzi, «hanno deciso di scavalcare la recinzione occupando il giardino e poi hanno iniziato a prendere a calci i portoni, creando tensione e paura». Fino al loro ingresso nell'edificio. «Sono entrati con le pistole puntate contro la nostra faccia mentre eravamo seduti a terra con le mani alzate, ci hanno perquisito continuando ad insultarci e accusandoci di essere come terroristi».
Dai carabinieri non arriva una replica, anche se sette ragazzi sono stati identificati dai militari supportati dalla Digos: si tratta di cinque minori e due maggiorenni. Ma quelli entrati nella scuola per occuparla sarebbero stati di più.
Personale docente è stato contattato nella notte e poi ha a sua volta chiamato i genitori degli identificati. Insieme sono andati in caserma per le formalità e poi sono tornati a casa coi familiari. La mattina dopo un padre ha accompagnato il figlio ad aiutare a sistemare la scuola. Intanto secondo quanto emerge oggi, il preside ha fatto denuncia all'autorità giudiziaria per danneggiamento dato che sono stati trovati degli arredi e delle suppellettili danneggiate.
Stamattina gli studenti hanno dunque organizzato un presidio fuori dall'istituto, esponendo uno striscione con scritto: «Contro la vostra repressione». C'è stato poi un lungo dialogo con il preside e alcuni collaboratori, a cui erano presenti dei genitori. «Da parte nostra non si è mai negato un momento di dialogo con gli studenti - le parole del preside Andrea Marchetti - Abbiamo dato la possibilità di autogestioni, abbiamo aiutato a dare spazi, momenti di confronto», però «come dirigente scolastico non posso autorizzare occupazioni». Lunedì prossimo ci sarà un'assemblea di istituto. Il caso fiorentino approda in Parlamento, con la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti che ha annunciato un'interrogazione al ministro del'Interno Matteo Piantedosi.

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