Prezzi carburante, il ministro Urso convoca le compagnie petrolifere

Il vertice martedì per «fare il punto della situazione». Le perplessità dei consumatori
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June 27, 2026
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per martedì a Palazzo Piacentini, i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere attive in Italia: Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil. La riunione, spiega il ministero, «avrà la finalità di fare il punto sull'andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti a seguito del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e del conseguente riavvio dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz». Il Ministro Urso aveva già convocato le compagnie il 9 aprile al Mimit al fine di evitare fenomeni speculativi alla pompa a seguito dei ribassi sulle quotazioni del greggio richiedendo un adeguamento dei prezzi tempestivo.
«Era ora!», commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. «È vergognoso che dopo ben 17 giorni consecutivi di cali dei prezzi, dal 9 giugno, ossia dal giorno prima dell'inizio della discesa, a oggi, il gasolio in autostrada in modalità self service, sia diminuito di meno del 6%, -5,66%, con un risparmio di meno di 12 centesimi al litro (11,9) in 17 giorni, neanche un centesimo al giorno, in media 0,7 cent. E questo mentre il petrolio è sceso tornando ai valori pre-crisi di febbraio». 
La convocazione delle compagnie petrolifere da parte del ministro Urso «è del tutto inutile» per il Codacons e «non porterà alcun beneficio ai cittadini italiani», sottolinea l'associazione dei consumatori, che torna a puntare il dito sulla doppia velocità dei listini alla pompa. Da inizio giugno le quotazioni del petrolio hanno registrato un crollo verticale del -24%, ma nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio è sceso solo dei circa il -5%, mentre la benzina si è deprezzata del -6,3%. Nonostante il petrolio non sia l'unica variabile che incide sui prezzi finali alla pompa, è evidente lo squilibrio che in questa fase sta interessando i listini dei carburanti, che come al solito salgono a velocità della luce quando aumenta il greggio, ma scendono troppo lentamente quando le quotazioni del petrolio calano - aggiunge il Codacons - Per tale motivo più che convocare le compagnie petrolifere «riteniamo servano misure urgenti contro la doppia velocità dei carburanti», fenomeno che provoca un danno economico enorme sia agli automobilisti sia alle imprese.

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