Prime notizie dalla Manovra: pensioni più lontane e più basse nel 2027
Con il cambio dei coefficienti, gli assegni previdenziali sono destinati ad alleggerirsi. Non solo: l’età per il pensionamento di vecchiaia salirà gradualmente nel prossimo biennio rispetto agli attuali 67 anni. No della Cisl allo sciopero generale

Tra anticipazioni, priorità e rispetto dei tempi, il governo sta lavorando alla legge di Bilancio 2027, con diverse ipotesi di intervento in materia fiscale ed economica. Pensioni, regime forfettario per le partite Iva, detassazione degli aumenti salariali, incentivi per i giovani e nuovi sostegni agli investimenti delle imprese, in particolare nell’ambito tecnologico e dell’intelligenza artificiale, sembrano essere i pilastri della prossima manovra, per ora da 23,5 miliardi. Intanto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato lo slittamento dei tempi: la seduta del Consiglio dei ministri per il varo della legge di Bilancio si terrà «la settimana prossima». Sarà preceduta da una nuova riunione di maggioranza? «Se vogliamo rivederci per i contenuti, non ci sono problemi», ha risposto ai cronisti in Transatlantico.
Il capitolo pensioni
Una novità non certo piacevole arriva intanto per chi andrà in pensione dal 1° gennaio 2027. A parità di contributi accumulati e di età d’uscita, riceverà un assegno più basso. La misura riguarda le pensioni contributive o la parte contributiva delle pensioni calcolate con il metodo misto. È la conseguenza dell’applicazione dei nuovi coefficienti contenuti nel decreto direttoriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia del 16 ottobre scorso (pubblicato poi il 19). Inoltre l’età per il pensionamento di vecchiaia sale, come previsto: dagli attuali 67 anni passa a 67 anni e un mese, per arrivare poi a 67 anni e tre mesi nel 2028. Sugli importi la Cgil ha calcolato che, a 64 anni, una quota di pensione contributiva che con i coefficienti del 2024, prima quindi anche della revisione del 2025, valeva 1.500 euro lordi mensili ora scende a 1.449,36 euro con quelli del 2027. Con la revisione dei coefficienti di trasformazione le pensioni si riducono a parità di condizioni, con una perdita per chi esce a 67 anni dell'1,68% dell'assegno rispetto al 2026 e una riduzione tra il 2024 e il 2027 del 3,65%. «La perdita - spiega Ezio Cigna, responsabile delle politiche previdenziali - è di circa 658 euro lordi annui e nell’intero periodo di pensione attesa raggiunge in totale 14.207 euro per le donne e 11.574 euro per gli uomini».
Mini-pacchi: nuovo rinvio al 2027
Si profila intanto un nuovo piccolo rinvio, con un emendamento, per la tassa nazionale sui mini-pacchi in arrivo da Paesi extra-Ue: da dicembre il balzello da 2 euro slitta al 2027. Mentre è confermato invece il tributo, questo di fonte Ue, che scatta invece dal 1° novembre.
Cisl e sciopero generale
Il “parlamentino” della Cisl ha confermato la scelta della confederazione di puntare sul confronto e sulla negoziazione, non allineandosi alla linea dura già decisa dalla Cgil. «Pur rispettando le decisioni delle altre sigle, il consiglio non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di cui non si conosce ancora il testo». La Cisl considera inoltre «sbagliato chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario senza conoscere ancora i contenuti della manovra». La linea resta quella di «negoziare per decidere», mantenendo aperta «la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sindacali su contenuti, piattaforme e vertenze». In questo senso, il sindacato guidato da Daniela Fumarola ha lanciato la campagna Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare per lo sviluppo con assemblee e iniziative pubbliche con imprese, amministratori, parlamentari e Terzo settore. Tre gli appuntamenti nazionali: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro, a metà dicembre a Roma. L'obiettivo è portare nei luoghi di lavoro e nei territori le proposte del sindacato sul Bilancio e le linee programmatiche del “Libro Verde” per la prossima legislatura.
Allargare la platea
Tornando alla manovra il leader di FI, Tajani, ha sostenuto «più si allarga e meglio è, cioè bisogna allargare a tutto il settore finanziario», a proposito dell’ampliamento del contributo da 5 miliardi, per ora previsto per banche e assicurazioni. Lo ha detto in risposta alla domanda se a suo avviso debba interessare anche il settore petrolifero, precisando che «loro hanno già fatto la loro parte». «Adesso vediamo - ha aggiunto -, il ministro Giorgetti sta vedendo il da farsi». Mentre sulla possibilità di un ruolo anche delle casse di previdenza privatizzate nella manovra economica, pur premettendo di essere «favorevole a investimenti dei privati nell’economia italiana», ha concluso che «non si può fare adesso».
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