L’11 settembre 2001 Robert Prevost era a Roma mentre il mondo guardava le Torri Gemelle crollare a New York. Tre giorni dopo veniva eletto Priore generale degli agostiniani e, tra le sue prime parole, parlava di violenza, povertà e ingiustizie che dividevano il mondo.
Venticinque anni dopo, da Papa Leone XIV, quella “missione” continua. Quasi come quella dei Blues Brothers, film che Prevost amava da giovane e che quest’estate è tornato a incrociare la sua storia al Meeting di Rimini: essere “in missione per conto di Dio” significa anche assumersi una responsabilità davanti alla società.
Ma che cosa vuol dire, concretamente, essere cristiani in politica? Per Leone XIV non significa trasformare il Vangelo in un programma di partito, ma lasciare che illumini le decisioni, mettendo al centro dignità umana, bene comune e Dottrina sociale della Chiesa. Anche quando la coscienza chiede il coraggio di dire: «No, non posso!».
Poi l’esperienza di Prevost in Perù, le prese di posizione dei vescovi e lo scontro sull’AfD in Germania: la nuova puntata di LeoPop racconta la “missione” dei cristiani nella politica di oggi.
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