Ventidue ore senz'aria

Nelle carceri italiane il tasso di affollamento è al 140%. Stiamo tornando ai numeri della condanna della Corte Europea per i trattamenti inumani e degradanti.
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August 6, 2026
Fa caldo. Chiudi gli occhi, inspiri, espiri, ma il caldo resta. Non c’è un condizionatore, non c’è un ventilatore, non c’è un frigo per mettere una bottiglietta d’acqua in fresco. C’è però una porta blindata, chiusa, e delle finestre. Con delle sbarre. Sei in questa stanza per ventidue ore al giorno. Quella stanza, che è una cella, è pensata per tre, ma dentro siete in sette. Questa è la descrizione di un momento qualsiasi, anche ora, all’interno di un carcere italiano.
A fine luglio le persone detenute erano quasi 65mila mentre i posti disponibili sono poco più di 46mila. Significa che ci sono circa 20mila detenuti in più di quelli che gli istituti penali potrebbero contenere. Il tasso di affollamento è al 140%. Stiamo tornando ai numeri per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2013.
Secondo i dati del rapporto Antigone, è aumentato sia il numero dei detenuti sia quello di chi sconta misure alternative e percorsi di reinserimento sociale in comunità. I ragazzi in carico al sistema di giustizia minorile sono aumentati negli ultimi quattro anni del 26%, arrivando quasi a 18mila. Secondo Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell'osservatorio minori di Antigone, siamo di fronte a «un allargamento del controllo penale sui minori».
In questo episodio di “Dentro l’Avvenire“, a cura di Maria Gomiero, raccontiamo le condizioni precarie e di sovraffollamento delle carceri, acuite dal caldo torrido, l’assenza di prospettive per un reinserimento sociale delle persone detenute e il cambio di approccio da una presa in carico sociale dei minori a una risposta penale contenitiva.  

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