Omicidio Pamela Genini, al via il processo contro Soncin

La madre urla contro l'imputato e viene allontanata. Respinta la richiesta di costituzione di parte civile dell'amico, Dolci, indagato per vilipendio di cadavere
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June 4, 2026
Al via, davanti alla Corte d'Assise di Milano, il processo a Gianluca Soncin, l'imprenditore di 53 anni in carcere per l'omicidio pluriaggravato della compagna Pamela Genini uccisa con 76 coltellate la sera del 14 ottobre 2025. Soncin è accusato di omicidio pluriaggravato nell'inchiesta della pm Alessia Menegazzo e dell'aggiunta Letizia Mannella che contestano le aggravanti della premeditazione, della crudeltà, dei futili motivi e dal vincolo della relazione affettiva. L'uomo, entrato di nascosto nell'appartamento della vittima in via Iglesias era riuscito a ucciderla, nonostante la polizia fosse alla porta. Il tempo dell'ingresso in aula dell'imputato e la madre della vittima, Una Smirnova, urla ''bastardo'' prima di scoppiare in lacrime e allontanarsi. La donna, assistita dall'avvocato Nicodemo Gentile, insieme al padre, al fratello e alla sorella della vittima, ha chiesto di costituirsi parte civile per un femminicidio arrivato al culmine di un rapporto da tempo violento. ''Siamo qui con grande forza e coraggio per chiedere l'ergastolo'' le parole del patrigno Pier Giuseppe Rota, prima di entrare in aula. Assente, invece, Francesco Dolci, l'amico al quale la ventinovenne si rivolse la sera dell'aggressione per far chiamare le forze dell'ordine, e che ora è indagato dalla Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto nell'inchiesta sulla profanazione del cadavere della vittima, nel cimitero di Strozza. La sua richiesta di costituirsi parte civile è stata respinta dalla Corte d'Assise di Milano, che ha invece ammesso come parti civili Nicola e Veronica Genini, fratelli della vittima, e la madre Una, anche come amministratore di sostegno del padre della 29enne, che è malato.

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