Usa attaccano l'Iran: i pasdaran bloccano due petroliere

L'asse Usa-Arabia Saudita risponde anche in Iraq prendendo di mira siti logistici e di armi appartenenti a un gruppo allineato con l'Iran
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July 30, 2026
È «completato» l'imponente attacco delle forze armate statunitensi contro l'Iran in risposta al lancio di missili contro basi americane in Giordania. Lo ha dichiarato  il Comando Centrale degli Stati Uniti, specificando che sono state colpite decine di obiettivi dei pasdaran, inclusi centri di comando militari.
Nelle ultime ore il conflitto si è diramato su più fronti. Intanto, l'Arabia Saudita, il più grande esportatore di petrolio al mondo, ha denunciato due giorni di attacchi con droni contro impianti petroliferi, attribuendoli a gruppi armati iracheni alleati di Teheran. L'esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato cinque missili iraniani, dopo che il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione aveva affermato di aver preso di mira basi statunitensi nel Paese. I pasdaran, invece, hanno dichiarato di aver messo nel mirino due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz con il supporto degli Stati Uniti. Entrambe sono state «costrette a tornare indietro dopo che una di esse ha preso fuoco», hanno affermato i Guardiani della rivoluzione islamica iraniane, ribadendo che lo Stretto sarebbe «il nostro territorio» e «non può essere riaperto finché continueranno l'eccessiva retorica e le minacce dei funzionari americani e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione». I pasdaran hanno anche promesso una dura risposta contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l'Iran.
Su un altro fronte, Israele ha accusato Hezbollah di aver utilizzato un drone durante la notte contro un veicolo israeliano in Libano, in quella che l'esercito ha definito «una palese violazione del cessate il fuoco». Mentre in Iraq, l'operazione aerea congiunta Usa-Arabia Saudita ha fatto seguito agli attacchi di quelle che Riad ha definito «milizie terroristiche fedeli all'Iran» contro le sue infrastrutture petrolifere. L'esercito statunitense ha affermato che gli attacchi hanno preso di mira siti logistici e di armi appartenenti a un gruppo allineato con l'Iran. L'alleanza irachena Hashed al-Shaabi ha dichiarato che gli attacchi hanno ucciso almeno 20 miliziani e ha denunciato una «pericolosa escalation» contro «un'istituzione di sicurezza ufficiale». L'alleanza Hashed al-Shaabi, nota anche come Forze di Mobilitazione Popolare, è stata creata infatti nel 2014 per combattere i jihadisti prima della sua integrazione nell'esercito e comprende brigate appartenenti a gruppi sostenuti dall'Iran.
L'Iraq ha condannato gli attacchi statunitensi e sauditi, affermando di respingere «ogni atto di aggressione, indipendentemente da chi ne sia responsabile o dalle giustificazioni addotte». Secondo Fox News, tuttavia, il presidente Donald Trump ha affermato che gli attacchi sono stati «coordinati con il governo iracheno».

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