L'Italia restaura la Moschea Blu in Afghanistan
di Redazione
Il sisma del novembre 2025 aveva danneggiato il Santuario di Hazrat Ali a Mazar-i-Sharif, provocando lesioni strutturali. L'intervento creerà posti di lavoro anche per le donne
A seguito del sisma che nel novembre 2025 ha colpito la provincia di Balkh, causando ingenti danni alle infrastrutture e al tessuto socioeconomico locale, il Ministero degli Esteri, attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha avviato con l'Unesco un intervento di emergenza per la messa in sicurezza e il restauro del Santuario di Hazrat Ali, noto come 'Moschea Blu', a Mazar-i-Sharif. Il sisma ha provocato lesioni strutturali diffuse, interessando le fondazioni, le coperture, i minareti e il prezioso apparato decorativo in maiolica del complesso monumentale, uno dei luoghi di culto più significativi e identitari del popolo afghano.
Per rispondere a questa emergenza, l'Italia ha deciso di estendere alla città di Mazar-i-Sharif il modello di intervento già sperimentato con successo nella Valle di Bamiyan, integrando la tutela del patrimonio culturale con la formazione professionale e la creazione di opportunità occupazionali, principalmente per le donne. Attraverso questa iniziativa, l'Italia e l'Unesco riaffermano il proprio impegno a sostegno del popolo afgano, promuovendo un modello di sviluppo che vede nella cultura una risorsa strategica per la resilienza delle comunità, la coesione sociale e la protezione di un patrimonio universale che è simbolo dell'identità storica e religiosa dell'Afghanistan.
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