L'avvocato del piccolo Domenico: un cuore artificiale l'avrebbe salvato
di Redazione
Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha comunicato l'esito della perizia disposta dal gip: l'uso del Berlin Heart avrebbe potuto evitare il decesso
Il cuore artificiale avrebbe salvato il piccolo Domenico Caliendo, morto a Napoli dopo il trapianto di un cuore "bruciato" dopo l'espianto e il trasporto. «Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ri-trapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%» ha detto Francesco Petruzzi, legale della famiglia della piccola vittima, riferendo della perizia disposta dal Gip. «La Procura valuti dunque l'omicidio volontario al posto del colposo» ha concluso.
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