Come i bambini americani stanno pagando il prezzo della guerra alla sanità pubblica

Dalla revisione delle politiche vaccinali alle restrizioni che colpiscono cure e ricerca, le scelte dell’amministrazione Trump rischiano di compromettere la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione
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October 20, 2026
Come i bambini americani stanno pagando il prezzo della guerra alla sanità pubblica
Donald Trump/ FOTOGRAMMA
Negli Stati Uniti la salute dei bambini rischia di diventare una delle vittime meno visibili dello scontro politico sulla sanità pubblica. Le decisioni dell’amministrazione Trump e di Robert F. Kennedy Jr. stanno cambiando alcuni aspetti della tutela della salute infantile: vaccinazioni, prevenzione, accesso alle cure e ricerca. Il caso più evidente riguarda la politica vaccinale. Il 10 agosto 2026 Trump ha firmato un ordine esecutivo che, in nome della “massima libertà di scelta dei genitori”, riduce a 11 le malattie per le quali il governo federale raccomanda la vaccinazione di tutti i bambini, rispetto alle 18 previste nel 2024 dal calendario dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Altri vaccini vengono destinati a gruppi a rischio o alla decisione condivisa tra medico e famiglia. Il provvedimento invita inoltre a somministrare separatamente quelli contro morbillo, parotite e rosolia (MMR), quando i singoli prodotti saranno disponibili, e, per quanto possibile, a effettuare le somministrazioni in visite diverse. Questa impostazione rischia di creare ulteriore incertezza tra genitori e pediatri.
Il morbillo mostra l’importanza di mantenere elevate coperture vaccinali. Al 20 agosto 2026, secondo il British Medical Journal (BMJ), negli Stati Uniti erano stati registrati 2.777 casi, più dei 2.289 dell’intero 2025, e due persone erano morte in Pennsylvania, le prime vittime della malattia nel Paese nel 2026. La copertura con due dosi del vaccino MMR tra i bambini nella contea di Lancaster, in Pennsylvania, è scesa dal 95,5% nel 2017 all’87,6% nel 2025-26. A preoccupare è inoltre il possibile effetto della nuova politica americana sull’adesione alle vaccinazioni. Trump ha rilanciato il sospetto di un rapporto tra vaccini e autismo, un’associazione che numerosi studi hanno chiaramente escluso.
Un’altra barriera riguarda l’accesso alle cure. L’intensificazione delle operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha alimentato paura tra molte famiglie immigrate. Un’inchiesta pubblicata nel 2026 su JAMA ha documentato come ciò abbia spinto molti genitori a non portare i figli in ospedale o a trasformare le visite in consulti a distanza. Quando la paura delle autorità impedisce a un bambino di ricevere le cure necessarie, siamo di fronte a una forma di violenza che colpisce i più vulnerabili.
Infine, vi è il rischio di un indebolimento della ricerca scientifica. Un commento pubblicato nel 2025 su The Lancet ha descritto tagli ai finanziamenti, interruzioni di programmi e restrizioni su alcuni temi della ricerca sanitaria. Il National Institutes of Health (NIH) e i CDC, insieme alle università, costituiscono un’infrastruttura scientifica e di sanità pubblica con ricadute internazionali. Ridurre finanziamenti e autonomia può compromettere la ricerca americana, la collaborazione internazionale e la capacità di affrontare future emergenze. In questo quadro è emblematico il caso di Anthony Fauci. Dopo oltre cinquant’anni dedicati alla ricerca e al servizio pubblico, nel luglio 2026 è stato sottoposto in Senato a un duro interrogatorio da parte di alcuni senatori repubblicani, che lo hanno accusato di avere mentito e nascosto informazioni durante la pandemia. Secondo un commento pubblicato dal BMJ, la delegittimazione di Fauci rischia di erodere la fiducia nella scienza e di scoraggiare ricercatori e professionisti della salute dal dedicarsi al servizio pubblico.
Per i bambini tutto questo è particolarmente grave. Un bambino non può scegliere se vaccinarsi, né decidere se la propria famiglia debba evitare un ospedale per timore dell’ICE, e non può tutelare il proprio diritto alle cure e ai benefici della ricerca. Dipende dagli adulti e dalle istituzioni, che devono proteggerlo. La tutela dell’infanzia richiede decisioni di sanità pubblica fondate sulle evidenze scientifiche e attente ai più vulnerabili. La salute pubblica è un patrimonio costruito in decenni grazie alla scienza, alla ricerca e alla cooperazione. Indebolirlo è più facile che ricostruirlo, e a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i bambini.
Mario De Curtis è stato Professore ordinario di Pediatria Università di Roma La Sapienza

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